La Nasa sperimenta l’«arpione spaziale» a caccia di detriti


Nonostante lo Spazio sia piuttosto vasto, uno dei temi che più preoccupa gli scienziati è come evitare la cosiddetta «spazzatura spaziale», ovvero le possibili collisioni con detriti che possono provocare anche gravi conseguenze. La Nasa ha messo a punto un sistema, chiamato NanoRacks-remove Debris, che messo in orbita dalla Stazione spaziale internazionale, con una telecamera 3D è in grado di mappare posizione e velocità dei detriti. E grazie a un rete si riescono a catturare oggetti vaganti fino a un metro di dimensione.

Le operazioni

L’esperimento condotto dalla Nasa è coordinato da un italiano, il professore Guglielmo Aglietti, direttore del centro spaziale dell’Università di Surrey, in Gran Bretagna. La ricerca dimostra che la rimozione degli oggetti più grandi può ridurre significativamente la possibilità di collisioni. I detriti una volta individuati vengono agganciati con una sorta di «arpione»assicurato da una corda. Le telecamere riprendono le operazioni e tramettono le immagini sulla Terra.

In orbita

Il problema è che la maggior parte degli oggetti lanciati nello spazio sono ancora in orbita attorno alla Terra e oggi questi oggetti o i loro frammenti rappresentano una minaccia sia nello Spazio che sulla Terra. Nello spazio, i detriti possono portare a collisioni e danni potenziali ai satelliti in funzione.

22 settembre 2018 (modifica il 25 settembre 2018 | 08:04)

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