La lezione di Francesco Acerbi dopo l’espulsione (ingiusta): scuse ai compagni e la nuova sfida


E alla fine, mentre sono tutti arrabbiati con l’arbitro, i tifosi protestano e l’allenatore furibondo, ma come si fa a espellere un giocatore per due ammonizioni che non ci sono?, compare lui, Francesco Acerbi, di professione difensore, l’uomo che ha involontariamente scatenato tanta ira, il quale dice (anzi twitta): Chiedo scusa per aver lasciato i miei compagni in dieci in un momento cos difficile della partita. Silenzio. E applausi. Francesco Acerbi ha trent’anni, quasi trentuno, e la vita gli ha proposto una sfida che vale un milione di Napoli-Lazio e un miliardo di ammonizioni ingiuste.

La malattia

Nell’estate del 2013, quando era appena passato al Sassuolo (l’avventura al Milan era durata sei mesi e non era stata trionfale), gli hanno diagnosticato un tumore al testicolo. Lo hanno operato, tornato in campo, ma la sorte gli doveva presentare un altro conto, anche umiliante: lo hanno trovato positivo a un controllo antidoping, con tutti i sospetti che ne conseguono. Solo dopo si sono accorti che il cancro si era riaffacciato, e che quei dati sballati nascondevano una recidiva del cancro. Nuovo intervento chirurgico, angosce e scoramento, la chemioterapia. Per uno che ha vinto questa guerra, l’espulsione di ieri sera una via di mezzo tra uno schiaffo e una carezza, anche se ha spento le speranze di rimonta della Lazio (si era appena portata sul 2-1 e stava provando a raggiungere il Napoli) e anche se ha interrotto una striscia di partite impressionante.

Il riscatto sportivo

Gi, perch la storia di Francesco Acerbi ha avuto un seguito quasi incredibile: il ragazzo che ha temuto non per la carriera ma per la vita, e che ha perso quasi tutta la stagione 2013-14 per combattere la malattia, a un certo punto entrato in campo e non ne pi uscito. E’ accaduto il 18 ottobre del 2015, quando ancora giocava nel Sassuolo. Ebbene, quel giorno la squadra emiliana affrontava in campionato proprio la Lazio che tre anni dopo sarebbe diventata sua. Acerbi, che aveva saltato le due gare precedenti per un lieve infortunio, stato utilizzato come titolare ed rimasto in campo per novanta minuti: da quel momento e fino a ieri sera, ha giocato tutte le partite delle proprie squadre (prima il Sassuolo e poi la Lazio, appunto) dall’inizio alla fine, senza perdere nemmeno un minuto. E non solo in campionato, ma anche in Coppa Italia e in Europa League. In totale fanno 148 partite, un numero spropositato per tutti, soprattutto per chi non gioca in porta: solo l’interista Javier Zanetti stato capace di fare meglio, a suo tempo. La gara numero 149 era quella di Napoli, che invece si interrotta dopo un’ora abbondante a causa della seconda ammonizione da parte dell’arbitro Rocchi; la 150 l’avrebbe disputata domenica contro la Juve e Cristiano Ronaldo.

Il tweet da fair play

Buttare questo record per un’espulsione ingiusta farebbe perdere la calma a chiunque, anche perch non facile giocare ad alti livelli per oltre tre anni, contro qualsiasi avversario, senza mai infortunarsi e nemmeno prendere un febbrone, e senza essere squalificato neppure per somma di ammonizioni nel corso della stagione. Se sei un difensore – e considerati i regolamenti di oggi che tutelano gli attaccanti – l’impresa fisica, morale e sportiva quasi surreale. Come ha reagito Acerbi di fronte al primato perduto? Con un’altra lezione, anche questa via tweet: Le 149 partite consecutive giocate fino ad oggi devono essere solo il punto di partenza da cui ripartire. stato sommerso di cuori e applausi virtuali, anche dai tifosi avversari. Napoletani compresi. Alle prossime 150.

21 gennaio 2019 | 13:48

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