La felicità? In Finlandia (ma l’Italia risale)


La felicit non l’assenza di problemi, ma la capacit di affrontarli, diceva Montesquieu nel diciottesimo secolo. Ma gi per i grandi poeti tragici la felicit era un vero e proprio viaggio filosofico, direbbe oggi Frdric Lenoir. Che arriva fino ai giorni nostri tanto da essere ormai argomento di discussione in azienda, sul lavoro, oltrech nella vita privata e in famiglia.

Le Nazioni Unite, da otto anni a questa parte, pubblicano un report sui Paesi pi felici al mondo che tiene conto di fattori come prosperit economica, aspettativa di vita, stato del welfare e libert individuale. Il risultato? Chi cerca la felicit dovrebbe pensare a trasferirsi in Finlandia o comunque in Nord Europa. Perch in testa alla classifica ci sono tre Paesi scandinavi: oltre alla Finlandia, al primo posto, si piazzano sul podio Danimarca e Norvegia. E l’Italia? Sebbene sia lontana dalla vetta, pi felice che in passato, risalita dal 47esimo posto dell’anno scorso al 36esimo. Vale per la pena notare che nella classifica che valuta le differenze tra i rapporti del 2005-08 e quello del 2016-18, il nostro Paese uno dei venti pi grandi, insieme alla Spagna, a registrare un calo di livelli di felicit rispetto ai livelli pre-crisi. Anche se non mancano altri aspetti positivi, primo fra tutti la speranza di vita in buona salute (per cui risultiamo settimi in classifica), insieme al sostegno sociale grazie alla famiglia e agli amici (23esimo posto).

Due terzi dell’economia proviene dal settore privato, se si vuole cambiare la societ bisogna cambiare le imprese ha detto ieri Andrea Illy all’Universit Bocconi di Milano dove si tenuta la presentazione italiana del report delle Nazioni Unite, realizzato in partnership con la Fondazione Ernesto Illy. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, gli economisti Jeffrey D. Sachs, John F.Helliwell, Jan-Emmanuel De Neve insieme al demografo Francesco Billari. Bisogna diffondere la consapevolezza che le aziende sono istituzioni sociali, con il fine di creare progresso e sviluppo — ha precisato Illy —. il modello della stakeholder company che dobbiamo far crescere in Italia. Questa nuova edizione del rapporto arriva in un momento di transizione verso una nuova di deglobalizzazione di fondo. Questo genera un senso di incertezza e la felicit sociale sempre pi rilevante. Per la nostra azienda di famiglia la felicit e la sostenibilit sono centrali: vediamo il caff come un generatore di un circolo virtuoso che porta benessere a chi lo consuma e sviluppo sociale nei Paesi in cui prodotto. la bevanda della felicit. D’accordo l’economista americano Jeffrey D. Sachs, che si concesso il lusso di una battuta: Il concetto stesso di felicit, come sappiamo, soggettivo. Ma volete sapere come la penso io? A me basta essere in Italia davanti a una tazzina di caff e sono felice.


http://xml2.corriereobjects.it/rss/economia.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *