La crisi del Milan è conclamata | Con la Fiorentina finisce 0-1


Mancherà la controprova ma nell’incaponirsi nel tenere ai margini della squadra Montolivo, pur con quattro centrocampisti out fra infortuni e squalifiche, Gattuso perde partita e quarto posto. La gara termina con la curva che fischia un drappello di giocatori che si avvicina al settore degli ultrà per il saluto finale. La Fiorentina, reduce da una partita di contenimento vince con un guizzo di Chiesa. Gattuso dopo aver schierato nel secondo tempo una sorprendente coppia di centrali in mediana composta da Calabria e Calhanoglu incassa la rete proprio su errore del difensore che si fa sorprendere dal figlio d’arte della Fiorentina.

Tra le due squadre non si sa chi è messa peggio. Il Milan, reduce da due 0-0 in campionato e dall’eliminazione in Europa League, è in piena emergenza a centrocampo: Gattuso pur di non schierare Montolivo posiziona Calabria in mediana sulla linea di Josè Mauri e Calhanoglu, dovendo fare i conti con le assenze per squalifica di Kessie e Bakayoko e al forfait di venerdì di Bertolacci. La Fiorentina non sta molto meglio. Vero è che domenica scorsa ha battuto l’Empoli e ha ritrovato la verve di Giovanni Simeone, autore di un gol e un assist, ma è reduce da quattro pareggi esterni consecutivi, non avendo mai vinto in trasferta in questo campionato.

Così a mettere pepe al pomeriggio ci pensa Giovanni Branchini, procuratore di Montolivo finito ai margini della rosa perché secondo lo staff tecnico non si sta allenando con la necessaria intensità.«È dal 13 maggio che non gioca una partita e nemmeno una partitella in allenamento. L’atteggiamento nei suoi confronti è contro ogni logica. Non voglio parlare di scorrettezza o o mobbing ma è difficile pensare che Riccardo per qualità e affidabilità sia diventato il 27simo giocatore della rosa. Non so se interessa al Genoa di Prandelli, quel che vi posso dire è che non ha mai rifiutato un trasferimento» ha chiosato l’agente.

In campo si è vista nel primo tempo la squadra di casa impegnata a creare gioco con Calhanoglu e Suso che insieme hanno confezionato le azioni più offensive. Al 3’ lo spagnolo serve il turco che scarica un destro bloccato da Lafont. Dopo un triangolo con l’ex giocatore del Liverpool Calhanoglu al 18’ va di nuovo vicino al gol (il tiro finisce fuori di poco).

La squadra di Pioli è timida, fatica a uscire dalla propria area o a impensierire Donnarumma. Perciò alla mezz’ora Rodriguez tenta di spezzare l’inerzia del match con una bordata da fuori area su cui Lafont si fa trovare pronto spedendo in corner. Il contributo offensivo dei toscani è nullo o quasi se si eccettua al 41’ uno scatto di Simeone, terminale offensivo nel tridente composto da Chiesa e Mirallas, chiuso in corner da Romagnoli e Zapata. A un soffio dall’intervallo è Milenkovic a salvare sulla linea, con Lafont ormai battuto, un tiro di Calhanoglu.

Nella ripresa il copione non cambia: il Pipita appare poco incisivo, pungente, velenoso. La Fiorentina al 7’ si affaccia dalle parti di Donnarumma con una girata alta di Mirallas. L’azione si ribalta e un minuto dopo è Suso a rendersi pericoloso con un diagonale respinto da Lafont. Al 13’ il Pipita si sveglia dal torpore girando di testa un assist preciso di Suso: il tentativo però è centrale e il portiere dei toscani si fa trovare pronto.

A metà secondo tempo Gattuso toglie José Mauri -peraltro uno dei migliori fra i rossoneri- e l’inconcludente Castillejo per dare sostanza all’attacco con Cutrone e Laxalt, esterno di sinistro nel nuovo 4-4-2: Calabria e Calhanoglu sono gli inediti interni di centrocampo. È la mossa che fa perdere la partita.

La Fiorentina fino a quel momento rintanata nella propria area, senza idee ed accelerazioni trova al 28’ il gol di Chiesa che si fa beffe proprio di Calabria -utilizzato in un ruolo non suo- e di destro spiazza Donnarumma. Gattuso è impietrito, rivede le streghe volteggiare sopra la panchina soprattutto dopo il monito di Scaroni in settimana quando ha sottolineato l’importanza del quarto posto. La mossa della disperazione è inserire Conti al posto di Abate (l’ex esterno dell’Atalanta non giocava dall’agosto del 2017). Il Milan trova subito un’occasione con Rodriguez il cui colpo di testa viene deviato sopra la traversa da Lafont. Cutrone ci prova in pieno recupero ma è troppo tardi.

Ora Gattuso ha due sfide con Frosinone e Spal per mettere a tacere gli spifferi. Poi ci sarà la sosta e la società avrà il tempo materiale per le riflessioni necessarie.

22 dicembre 2018 (modifica il 22 dicembre 2018 | 17:11)

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