La bistecca vegetale (di un italiano) stampata in 3D


La bistecca di carne senza carne — o il petto di pollo senza il pollo — ha lo stesso gusto e le stesse propriet di quelli originali. prodotta con una stampante 3D. Dovrebbe costare meno. Comportare un risparmio, energetico e idrico, rilevante. E potrebbe pure risolvere alcune criticit. Come l’accesso al cibo in alcune zone remote del pianeta. Almeno quello che assicura l’autore del brevetto depositato a fine agosto Giuseppe Scionti. Trentadue anni, laurea triennale al Politecnico di Milano, Erasmus a Goteborg, dottorato a Granada, esperienze in Cile e a Londra, oggi Scionti dottore in biomedicina a Barcellona dove lavora come ricercatore e professore alla Universitat Politcnica de Catalunya. E si inserisce cos in un filone alimentar-tecnologico che cerca di cambiare le nostre abitudini alimentari e anche le conseguenze ambientali.

Negli Usa hanno iniziato a vendere alimenti con un sapore simile alla carne animale — penso all’Impossible Burger —, ma si tratta di un prodotto vegetale che imita hamburger e polpette perch non in grado di riprodurre un pezzo di carne fibrosa come una bistecca o un petto di pollo, spiega Scionti. Un vuoto che colmerebbe il brevetto del bioingegnere. Brevetto al 100% vegetale. Al contrario di quelle societ — americane, olandesi, israeliane — che lavorano sulla generazione di carne artificiale, chiamata anche clean meat, ma che hanno comunque bisogno di ricorrere alle colture di cellule animali in laboratorio, sottolinea l’esperto. Una modalit, quest’ultima che presenterebbe diversi limiti in termini di tempi e di costi di produzione. A met tra la carne vegetale e il clean meat Scionti colloca la sua creazione. una nuova tecnologia che ha il vantaggio di poter generare diversi tipi di carne, non limitandosi a hamburger e polpette, continua. Quanto prodotto? In questa fase iniziale di sviluppo si possono realizzare 100 grammi di carne vegetale in mezz’ora, a un costo di fabbricazione attuale di 2 euro, calcola. Precisando che tempi e costi scenderanno in una successiva fase di produzione industriale su larga scala, abbattendo il tempo e il costo di fabbricazione di circa dieci volte rispetto ai valori attuali.

Giuseppe Scionti
Giuseppe Scionti

La novit genera curiosit. E un po’ di scetticismo. Questa carne stampata un organismo geneticamente modificato? Assolutamente no — chiarisce Scionti —, il mio brevetto usa solo biomateriali come le proteine vegetali, i carboidrati, le vitamine, i grassi vegetali che permettono di produrre la carne con la tecnica della biostampante 3D. Non Ogm, ma da considerarsi un alimento sicuro? Il materiale utilizzato quello gi approvato da tempo dalle autorit europee e dalla Food and drug administration americana (l’ente governativo che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, ndr), quindi s, sicuro. Anche perch, elabora ancora Scionti, le proteine utilizzate sono quelle gi presenti in natura, quindi il mio brevetto non richiede lo stravolgimento dell’ecosistema. L’obiettivo mio non costruire un muscolo che funzioni, ma che sia mangiabile — sottolinea il bioingegnere italiano —, cos non ho bisogno di usare cellule animali. Per questo la fiorentina stampata prevede meno costi per la produzione: Non necessario passare attraverso tutto il processo di crescita di un animale.

Voglio produrre un’alternativa alla carne animale, che possa contribuire a ridurre drasticamente le emissioni di gas serra derivate dall’allevamento del bestiame che rappresentano il 14,5% del totale delle emissioni di gas serra dovute all’uomo, sostiene Scionti. Un esempio? Per ottenere la stessa quantit di calorie dal cibo, l’allevamento di mucche richiede un terreno settanta volte pi vasto di quello che servirebbe coltivando frutta e verdura. Inoltre, il bestiame utilizza globalmente circa il 30% di tutta la terra coltivabile e oltre il 25% dell’acqua dolce del pianeta. Un brevetto che punta anche a combattere il problema della mancanza nelle regioni rurali del pianeta di determinati nutrienti come gli amminoacidi essenziali, i minerali e le vitamine che sono necessari per una dieta equilibrata. Gli alimenti prodotti attraverso questa tecnologia possono essere pastorizzati e confezionati per essere trasportati in zone remote. Quando arriver sulle nostre tavole? Non presto, a giudicare dalle previsioni di Scionti. Ma la rivoluzione alimentare ormai avviata.

4 novembre 2018 (modifica il 5 novembre 2018 | 19:39)

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