Koulibaly, Boateng: «Il razzismo in Italia è peggiorato, Salvini sbaglia a dire che la partita doveva continuare»


Il 3 gennaio del 2013 nello stadio Speroni di Busto Arsizio calci il pallone con rabbia verso lo spicchio di tifosi che gli avevano riservato buu e versi della scimmia. Quasi sei anni dopo il trattamento riservato dai tifosi dell’Inter a Koulibaly riportano d’attualit peccati antichi e rimedi inesistenti. Nell’amichevole con la Pro Patria erano solo in 50 a insultarmi. Contro Koulibaly erano in 10 mila. La situazione peggiorata, in tutto questo tempo non stato compiuto nemmeno un passo in avanti.

Kevin Prince Boateng, attualmente punto di forza del Sassuolo, stato uno dei pochi coraggiosi a dire basta all’ondata dilagante di razzismo negli stadi. Qualcuno prova a derubricare certi atteggiamenti isolandoli nella cornice dell’ignoranza ma di razzismo si tratta. Se ti fanno il verso della scimmia come vuoi definire questo comportamento? Poi certo in una curva ci saranno anche gli ignoranti che imitano gli altri pensando che sia giusto farlo. Ma quando l’altra sera ho visto quel che successo a Koulibaly mi sono sentito male per lui. Ho provato dolore pensando che sia andato a casa sentendosi sotto un treno.

Eppure la sentenza d’appello nel 2015 scagion i tifosi bustocchi. Non fu razzismo ma solo cori di disapprovazione. Boateng ancora non digerisce la decisione. Fu una sentenza sbagliata. Ma cosa dobbiamo aspettare, che ci scappi il morto?. Prince preferisce tenersi alla larga dai temi politici (non so se gli orientamenti di chi ci governa in qualche modo influiscono, diciamo che fuori dalla mia sfera di competenza), dice che nella vita di tutti i giorni, fuori dagli stadi, non ha subito episodi di discriminazione. Amo l’Italia e voglio vivere qui anche quando la mia carriera di calciatore sar terminata. Forse a me non mai successo niente perch sono alto un metro e 90 e peso 90 chili….

Di certo, secondo il Boa, Inter-Napoli andava sospesa. Sbaglia Salvini a dire che stato giusto continuare. Koulibaly si sentiva male e secondo me anche qualche giocatore dell’Inter. Era una decisione giusta da prendere anche per i milioni di persone che guardavano la partita in tv da casa. Il Ministro degli Interni Salvini ha annunciato di voler incontrare tutte le componenti del calcio per adottare insieme le misure pi adeguate. Cosa gli direi se fossi invitato? Vorrei solo che la gente capisca, conosca i sentimenti e il dolore che si provano quando si viene insultati. Ma tutti, come societ di calcio, Lega e istituzioni dobbiamo fare di pi. Non basta uno striscione di promozione anti-razzismo sul campo o la pubblicit durante le partite della Champions League. Occorrono pi spot e una campagna di sensibilizzazione che inizi nelle scuole. Nello spogliatoio i giocatori si parlano. Tutti noi dobbiamo essere pi coraggiosi e dire basta. Alzare la voce. Sarebbe stato un segnale forte se i giocatori dell’Inter avessero deciso per primi loro di fermarsi l’altra sera. Non bisogna ignorare il razzismo.

28 dicembre 2018 (modifica il 28 dicembre 2018 | 13:02)

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