Juventus-Cagliari 3-1, con Dybala e Cuadrado i bianconeri riprendono la corsa


La Juve a volte può anche sembrare uno studente con le cuffie sulle orecchie, che ascolta la musichetta della Champions invece di stare concentrato sui libri: come due settimane fa contro il Genoa, anche col Cagliari la squadra di Allegri si assenta per alcuni tratti dalla partita, anche se stavolta vince, arrotondando pure il risultato nel finale. E quindi come fai a dirgli di ripassare la lezione? Le vittorie in campionato sono 10 su 11, i punti conquistati 31 su 33 (mai successo nella storia bianconera), la qualificazione agli ottavi in Europa può arrivare con due turni di anticipo mercoledì contro lo United, anche con un pareggio. Meglio di così è difficile fare, anche perché nelle due sfide giocate finora contro avversari di alto lignaggio — Napoli e Manchester — oltre alle vittorie sono arrivate prestazioni molto convincenti.

Ma quando i cali di tensione tanto temuti da Allegri rallentano il motore, allora la fuoriserie bianconera si ingolfa e comincia ad alzare un certo fumo. Succede anche dopo il gol lampo di Dybala (43’’) che si prepara alla grande il tiro dentro l’area, facendo impazzire Ceppitelli, ma scivola col piede d’appoggio al momento del tiro: l’argentino calcia lo stesso e pure bene. Ci vogliono comunque la bellezza di 2’50’’ per approvare il gol perché la posizione della Joya è davvero al limite. La Juve schiaccia, più o meno consapevolmente, il tasto del risparmio energetico, soprattutto là dove nasce il gioco (Pjanic, Cancelo), anche perché Maran ha esportato il modello-Chievo in Sardegna: Castro infastidisce lo stesso Pjanic e fa bene le due fasi, mentre i due attaccanti sono bravi a tenere corta la squadra. Benatia tocca la palla con il braccio in area, ma prima aveva respinto con la testa: Mariani torna alla Var e conferma la bontà della scelta, senza concedere il penalty. Ma il Cagliari non si ferma: Szczeny respinge con un piede una girata ravvicinata di Pavoletti e poco dopo un cross deviato di testa da De Sciglio finisce sul piede di Joao Pedro, che porta a spasso Cancelo e infila la palla sul palo più vicino con un colpo di biliardo per l’1-1.

Nemmeno due minuti e Bradaric, senza juventini nel mezzo, calcia in scivolata nella propria porta riportando i sardi in svantaggio. E poco dopo si allunga pure la palla con il braccio in area: altro giro di Var, ma Mariani giudica di taglia extralarge la spalla del croato (che andava anche espulso). La Juve non perde la lucidità e con Cuadrado al posto di Douglas Costa (inguine indolenzito) gioca una ripresa più attenta: Ronaldo prima manda in porta Cuadrado per il 3-1 e poi tenta la stessa rovesciata (nella stessa porta) segnata ad aprile. Cicca la palla, ma che importa. Sono tutti esercizi che torneranno utili. E non solo in Champions.

3 novembre 2018 (modifica il 3 novembre 2018 | 22:52)

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