Juventus a Bologna, Allegri aggiusta il mirino: «Ci giochiamo la stagione»


La chiamano Coppa Italia ma da quattro anni è più che altro la Coppa Juve: se a maggio verrà rivinta dai bianconeri — che nella scorsa edizione non hanno subito nemmeno un gol in cinque partite — rischia di passare quasi inosservata, mentre se sarà sollevata da qualcun altro allora può diventare il trofeo salva-stagione. Un po’ come la Supercoppa di mercoledì prossimo (alle 18.30 italiane) tra le due finaliste dello scorso maggio, quando però la differenza tra Juve e Milan emerse in maniera lampante (4-0 finale) nonostante Higuain (furioso in panchina) a quei tempi fosse un caso da sbrigare solo in casa bianconera.

Adesso le inquietudini sono altre, arrivano dal Nevada e riguardano Cristiano Ronaldo e il caso Mayorga: «È una vicenda privata, io parlo solo di calcio e posso dire solo come ho visto il giocatore — ribadisce Massimiliano Allegri — . È sereno, sta bene, è tornato riposato come gli altri. A Bologna gioca, vedremo quando come e perché… Ora bisogna prepararsi tutti al meglio per la seconda parte della stagione, la più importante. La Coppa Italia è un obiettivo come la Champions, lo scudetto, la Supercoppa. E se non facciamo una partita seria stasera a mezzanotte avremo già perso un obiettivo».

La novità sostanziale tra il debutto negli ottavi di Coppa Italia rispetto agli anni scorsi è legato proprio alle prove generali della Supercoppa che incombe e che Allegri vuole a tutti i costi, dopo averla persa due volte di fila contro lo stesso Milan ai rigori e contro la Lazio. Con una premessa, legata alle polemiche per la scelta di Gedda come sede della partita: «È stato fatto un contratto e noi dobbiamo andarci — chiosa Allegri —. Poi c’è un piccolo passo, con le donne che potranno venire allo stadio. Vediamo l’aspetto positivo. E tra l’altro credo che l’Italia abbia rapporti economici e politici con l’Arabia».

Nessuna «Juve B» in campo per la sfida secca contro il Bologna di Pippo Inzaghi. Anche perché la «Juve B» non esiste più. Basta confrontare le formazioni di partenza negli ultimi anni per lo stesso tipo di appuntamento per rendersi conto dell’evoluzione della panchina bianconera, forse il vero indice dell’enorme potenziale complessivo della squadra. Ciò non toglie che Allegri possa concedere spazio a due debuttanti come Spinazzola e Kean. Il terzino, dopo il lungo k.o. per l’operazione al crociato, ha bisogno di tornare a giocare, anche se proprio il Bologna spera di portarselo a casa nel mercato di gennaio. Mentre l’attaccante classe 2000 è in vantaggio su Bernardeschi e scalpita per accreditarsi come vice Mandzukic, considerato anche che il croato sarà fermo ai box sia oggi che mercoledì a Gedda, salvo recuperi lampo, per un problema ai flessori della coscia sinistra. Ronaldo alla fine dovrebbe esserci, con Dybala nel consueto ruolo di «cucitura» come lo definisce Allegri. L’argentino negli ultimi due mesi però ha segnato solo una volta, a Berna. Una mutazione, la sua, quasi totale, in nome dell’equilibrio. Ma un gol ogni tanto non fa male.

11 gennaio 2019 (modifica il 11 gennaio 2019 | 22:42)

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