Juve-Milan, il capo degli arbitri Rizzoli: «Anche noi possiamo sbagliare, il rigore andava dato»


«Possiamo sbagliare, la perfezione è impossibile, ma ribadisco che abbiamo le idee chiare». Così il designatore Nicola Rizzoli, nell’incontro che si è svolto questa mattina nella sede della Lega Serie A. Rizzoli ha anche illustrato alle società le statistiche del campionato, a partire dal Var, con 121 interventi: 89 correzioni e 32 conferme.

Al confronto con il presidente dell’Aia, Marcello Nicchi, e con il designatore, Nicola Rizzoli, erano presenti fra gli altri il presidente della Lega Serie A, Gaetano Micciché, i vertici dell’Assocalciatori, l’allenatore dell’Inter, Luciano Spalletti, con il capitano Samir Handanovic e l’ad Giuseppe Marotta, Gian Piero Gasperini per l’Atalanta, Andrea Barzagli e l’assistente allenatore della Juventus, Marco Landucci, il capitano del Torino, Andrea Belotti.

Si è parlato anche delle ultime contestate decisioni, in particolare del tocco di braccio di Alex Sandro in area in Juve-Milan non punito dall’arbitro Fabbri. Sull’episodio (e su un altro caso controverso in Lazio-Sassuolo) Rizzoli ha detto: «Le indicazioni internazionali propendono per la punibilità di entrambi». E ha chiarito anche che un rimpallo non esclude il fallo di mano: «Concetto vecchio. Se l’intenzione è impattare la palla col corpo e il braccio è largo, poco conta che rimpalli su un’altra parte del corpo». La decisione dell’arbitro Michael Fabbri «non è supportabile».

Diverso, invece, il giudizio dell’ex fischietto bolognese a proposito del fallo di Mandzukic su Romagnoli, che potrebbe essere oggetto anche di prova televisiva:«Se in quell’episodio fossero stati rinvenuti i presupposti di una condotta violenta, allora sarebbe stato giusto punire il giocatore con il cartellino rosso, eventualmente anche con l’ausilio del Var. Ma anche dalle immagini non è neanche chiara la dinamica dell’episodio».

8 aprile 2019 (modifica il 8 aprile 2019 | 16:03)

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