Juve-Milan. Allegri il trasformista: 31 formazioni su 31, «una forza mentale impressionante»


Stasera che Juve mi metto? Massimiliano Allegri davanti all’armadio con le maglie dei suoi giocatori si diverte come nessun altro. E contro il Milan all’ora dell’aperitivo è pronto a mettere in campo la trentunesima formazione in trentuno gare di campionato, con una vocazione al trasformismo che aumenta in questo finale di stagione. Perché a un metro dallo striscione dello scudetto, gli esperimenti possono essere davvero utili (e nessun avversario si può offendere per questo). Perché mercoledì c’è l’Ajax e forse c’è pure il rientro da record di Cristiano Ronaldo: «Sta meglio, ci sono buoni segnali» dice Allegri. E soprattutto perché la vittoria spartiacque contro l’Atletico ha plasmato una nuova idea di Juve.

L’epica rimonta ronaldesca ha ridato vita alla difesa a 3, che adesso (non solo alla Juve, il primo a vararla fu Paulo Sousa alla Fiorentina) è diventata a 3 e mezzo. E per svecchiarla ulteriormente Allegri si è inventato un attacco a geometria variabile: studiare i movimenti della Juventus in questo momento per lo staff di una squadra avversaria non è difficile, è semplicemente tempo perso. Ma contro il Milan non sarà una Juve che vuole perdere tempo e tantomeno sprecare preziose energie nervose, prima che fisiche: tra le righe del libro dei record c’è sempre qualcosa di nuovo e mai nella storia i bianconeri hanno vinto otto partite di fila contro rossoneri. Una statistica tra le tante che racconta bene il dominio juventino.

Per l’occasione riposano Chiellini, Pjanic e Matuidi, torna nei ranghi Kean e rientrano Mandzukic e Dybala. Mentre Bernardeschi — l’uomo chiave per esaltare il trasformista Allegri — dovrebbe partire mezzala destra per poi fare un po’ di tutto: trequartista, falso nove, ala destra, magazziniere e uomo che mescola il the caldo. Del resto se De Sciglio si adatta a terzo centrale, se Spinazzola e Cancelo sono pronti a mettere le ali, allora vuol dire che tutti devono sapere fare un po’ di tutto: il modo giusto per prepararsi alla sfida di Amsterdam, dove la polivalenza è un’arte.

Se la Juve vince stasera e il Napoli perde in casa col Genoa al tramonto della domenica, allora lo scudetto sarà ufficiale, ma Allegri non ha lo champagne già in ghiaccio: «Non credo domani si deciderà lo scudetto, saranno 15 giorni intensi — sottolinea il tecnico — . A partire da questa sfida che è di grande stimolo. Quando arriverà lo scudetto dovremo festeggiarlo nel migliore dei modi, perché sono 8 di fila e i numeri sono straordinari. È merito della Juve, non degli altri: il Napoli viaggia a una media scudetto, la Juve oltre. Ci vogliono un grande lavoro quotidiano e una forza mentale impressionante». Anche la capacità di cambiare in continuazione vestito, può aiutare.

5 aprile 2019 (modifica il 5 aprile 2019 | 21:54)

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