Juve-Chievo 3-0: Costa, Can e Rugani bastano, Sorrentino para rigore a Cr7


Due tiri gelidi, precisi, taglienti come due stalattiti. questa l’arma che la Juve sceglie per chiudere la partita in 45’ e per assecondare l’istinto killer del proprio allenatore, che chiede pi cattiveria nel finire l’avversario. Un concetto poco allegriano nelle sue tonalit pulp, ma forse necessario per togliere alla propria squadra quella patina di appagamento che ogni tanto si crea, come forse naturale per un gruppo che fin qui ha vinto 18 partite su 20 in campionato e veleggia sempre pi 9 sul Napoli.

E cos in una serata gelida, con uno sbalzo di quasi 30 gradi rispetto alla vittoria in Supercoppa a Gedda e in uno Stadium con larghi spazi vuoti, la Juve trova il modo giusto per scaldarsi in fretta. Tenendosi anche un posticino per il dolce: il 3-0 arriva solo nel finale grazie a un colpo di testa di Rugani (su punizione di Bernardeschi) perch Sorrentino a inizio ripresa para un rigore a Ronaldo con un gran tuffo sulla sua sinistra. Cristiano, che non sbagliava dagli undici metri dal Mondiale contro l’Iran, non nasconde una smorfia di disappunto e marted voler a Madrid per chiudere il contenzioso col fisco spagnolo: il giocatore (che aveva chiesto eccezionalmente di avvicinarsi al tribunale in auto e non a piedi per evitare la ressa di telecamere, richiesta respinta) dovrebbe accettare il patteggiamento e la sanzione di 18,8 milioni e 24 mesi di reclusione, un limite che non prevede l’ingresso in carcere.

Quanto all’ingresso in area, il Chievo ultimo in classifica si conferma un rebus per Ronaldo, che come all’andata non riesce n a segnare n a produrre assist, ma chiede un rigore per un pestone di Rossettini: la Var dopo 1’30’’ dice no. Oltre al penalty sbagliato, CR7 svirgola da pochi passi altri due palloni che meritavano un trattamento migliore. Dall’eclissi di super luna a quella di Ronaldo, alla sua peggiore esibizione in bianconero: la Juve per non si nasconde mai e si affida alla voglia di Bernardeschi (in campo assieme ad altri 4 italiani: record stagionale) e Douglas Costa, di recuperare il tempo perduto in questi mesi. Il brasiliano il vero accentratore della serata. Perch da destra, lui mancino in una Juve che di mancini in campo ne ha ben 5, si accentra che un piacere e al terzo tentativo salta i gialli del Chievo come birilli: tiro da una ventina di metri a incrociare, sul quale Sorrentino pu solo fare ciao coi guantoni. Anche il raddoppio di Can prima dell’intervallo arriva per vie centrali (dopo ben 28 passaggi, un record in questa A), ma stavolta Dybala a preparare il tavolo: il colpo del tedesco da biliardo e regala ad Allegri un secondo tempo sereno.

L’avvicinamento invece era stato caratterizzato dal forfait di Khedira, battezzato il giorno prima come l’acquisto di gennaio dal suo allenatore e invece ancora fermo ai box, stavolta per un ginocchio. Poco male, perch la sua assenza libera Douglas e costringe Allegri a osare da subito un gioco pi offensivo: un assetto che andrebbe riprovato pi spesso, soprattutto contro le piccole. Per finire prima l’avversario. E per ovviare alle lune storte di Ronaldo.

21 gennaio 2019 (modifica il 21 gennaio 2019 | 23:04)

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