Jocelyn Bell scoprì le stelle pulsar ma il Nobel andò al suo prof


LONDRA Il risarcimento arrivato dopo quasi mezzo secolo: 3 milioni di dollari. Tanto. Ma anche lo scippo che aveva subito non era da poco: il premio Nobel per la Fisica. Jocelyn Bell Burnell l’astrofisica britannica che aveva scoperto le stelle pulsar, una delle maggiori conquiste scientifiche del XX secolo: ma l’Accademia di Stoccolma decise di premiare il suo professore al suo posto. Perch lei era soltanto una studentessa di Cambridge: giovane e per di pi donna.

Special Breakthrough Prize

Ora in America le hanno assegnato lo Special Breakthrough Prize, un premio finanziato dai miliardari della Silicon Valley, che in passato andato a tipi come Stephen Hawking. Si tratta del riconoscimento pi danaroso della scienza moderna e le verr conferito a novembre, nel corso di un gala affollato di celebrit hollywoodiane. Sono rimasta assolutamente senza parole, ha reagito Jocelyn alla notizia, e chiunque mi conosce sa che non sono mai senza parole. Non era mai entrato neppure nei miei sogni pi bizzarri.

Un segnale insolito

Nata nel 1943 in Irlanda del Nord, Jocelyn era arrivata all’universit di Cambridge abbastanza per caso, per completare un dottorato di ricerca. E mentre nel 1967 esaminava i dati provenienti da un radiotelescopio che aveva aiutato a costruire, si accorse di un segnale insolito, onde radio che pulsavano a intervalli regolari. Era un segnale molto piccolo, ha raccontato al Guardian, occupava solo una parte su centomila dei cinque chilometri di dati che avevo. Ma me ne sono accorta perch ero molto attenta, molto precisa, a causa della “sindrome dell’impostore”. Ossia quando qualcuno dubita delle proprie capacit e teme che prima o poi sar smascherato. Jocelyn temeva infatti che sarebbe stata cacciata da Cambridge: forse perch essere una ragazza scienziata negli anni Sessanta non era cosa facile. Ma avevo deciso che finch non mi avessero sbattuto fuori, avrei lavorato duro. Cos, quando sarebbe arrivato il momento, avrei avuto la coscienza a posto: avevo fatto del mio meglio.

Non era un’interferenza

E sicuramente ci era riuscita. Ma quando Jocelyn telefon al suo professore, Antony Hewish, per comunicare la scoperta, lui tagli corto: un’interferenza radio artificiale, di origine umana. A quell’epoca, infatti, i radiotelescopi erano intasati di segnali provenienti da stazioni radio pirata. Per il professore aveva torto e la ragazza aveva ragione. Lei raccolse ulteriori dati e rilev tre diversi impulsi radio da diverse parti della galassia. All’inizio diede al segnale il nome in codice LGM: ossia Little Green Men, omini verdi, cio gli alieni. Ma non si trattava di extraterrestri, bens di stelle pulsar, che quando ruotano su se stesse emettono onde radio che si diffondono nello spazio come da un faro cosmico.

Il Nobel

Nel 1974 alla scoperta venne assegnato il premio Nobel per la Fisica. Ma il riconoscimento tocc, non senza polemiche, al professor Hewish anzich alla sua allieva. accaduto perch ero soltanto una studentessa, commenta oggi Jocelyn. Che doner i 3 milioni del premio americano per finanziare gli studi scientifici delle ragazze: la causa per cui si battuta per il resto della sua vita.

6 settembre 2018 (modifica il 6 settembre 2018 | 22:37)

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