Italo all’attacco del gestore Rfi: «Blocca 10 treni già acquistati» Alta velocità, l’elogio della lentezza


Una questione di mercato, da qualunque lato la si prenda. L’amministratore delegato di Italo-Ntv Gianbattista La Rocca in audizione al Senato ha attaccato Rfi, il gestore della rete ferroviaria controllato dalla capogruppo FS che ha negato all’ultimo minuto l’incremento della capacit chiesta da Italo sull’alta velocit chiesta dopo l’acquisto di dieci nuovi treni per potenziare la propria offerta. Rfi, sostiene La Rocca, non sarebbe pi terzo, alludendo a Trenitalia, anch’essa sotto lo stesso cappello di Ferrovie dello Stato. Riservandosi di sentire l’Authority per i Trasporti per ci che percepisce come concorrenza sleale nonostante il suo ingresso nell’alta velocit abbia comportato vantaggi per i clienti, per i lavoratori di Italo e anche per Rfi, a cui Italo-Ntv paga un canone annuale di accesso alla rete.

Rfi si difende sostenendo di aver fatto alcune proposte ai due operatori per migliorare gli indici di puntualit e di voler continuare le trattative per l’orario di dicembre 2019. Trenitalia le avrebbe rifiutate. Rfi ha ritenuto a quel punto impossibile una sintesi proprio per una questione di terziet e per non creare evidenti situazioni di disparit, oltre che per rendere compatibili le richieste di capacit dei due operatori dal punto di vista tecnico, il gestore dell’infrastruttura aveva specificato che tali misure potevano essere adottate solo se entrambe le Imprese operanti sul sistema alta velocit fossero state d’accordo. Nell’ultimo anno ci sono stati parecchi problemi sulle tratte e i convogli sono arrivati in ritardo con una buona percentuale complici i nodi urbani e l’imbottigliamento nelle stazioni di Firenze, Roma e Milano.


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