Italia, Tonali: «Nuovo Pirlo? Non temo i paragoni». Orgoglio Grifo: «Io italiano vero» –


COVERCIANO – Vestire la maglia di un clb glorioso come il Brescia ed esserne titolare inamovibile a soli 18 anni sarebbe già un sogno per tanti aspiranti calciatori, ma Sandro Tonali non è uno che si accontenta e – appena sbarcato in Nazionale – si gode la sua prima convocazione nell’Italia di Roberto Mancini e risponde così a chi gli chiede se si sente il nuovo Pirlo come molti lo definiscono: «Non mi pesa il paragone – ha detto -, forse mi è pesato nel primo mese in cui ho giocato, la prima presenza che ho fatto da titolare ad Avellino, poi ho giocato quattro mesi in Primavera e dopo non ho sentito più niente. Non penso molto a certe cose». Le sue giocate però hanno attirato l’attenzione dei grandi club italiani e anche di alcuni stranieri, pronti a tuffarsi su questo talento che ricorda Pirlo per il ruolo, per l’iniziale appartenenza al Brescia e anche la capigliatura e la tranquillità che mostra in campo e di fronte ai giornalisti. «L’interesse per me di grandi club non mi mette pressione  – ha assicurato – anche perché non sono un tipo che guarda molto i giornali e la tv. So che ci sono speso osservatori per me a Brescia ma ci sono anche dei professionisti che fanno in modo che io non pensi a questo e solo a finire l’anno, giocare a calcio e ad arrivare a conquistare la Serie A con il Brescia». Poi il discorso passa all’ambiente trovato a Coverciano e alla sfida contro il Portogallo«Qui c’è un buon gruppo, sono tutti assolutamente dei professionisti. Mi sono trovato bene qui con Bernardeschi, è uno dei giocatori con cui ho parlato di più. L’impatto qui in azzurro è stato bellissimo, ero emozionatissimo però dopo il primo giorno ho cercato di mandare via tutto, di concentrarmi e di pensare solo a giocare a calcio. Credo che la partita contro il Portogallo sarà affrontata nel modo più giusto possibile. Il Portogallo è una squadra fortissima, bisogna affrontare la partita nel modo giusto e non facendo errori»

COME VERRATTI E CORINI – Se nell’amichevole della prossima settimana contro gli Usa potrebbe persino debuttare in azzurro, difficilmente Mancini lo schiererà nella sfida di Nations League contro il Portogalo sabato a San Siro, dove in palio ci sarà il primato del girone della League A completato dalla Polonia ormai ultima. Ma Tonali ha comunque garantito che «se dovessi essere chiamato in causa sicuramente mi farò trovare pronto: vengo qui non chiedendo di giocare per forza, ma se dovessi essere chiamato in causa, sarò pronto». Il centrocampista ha poi ringraziato Verratti che gli ha fatto complimenti: «Sto vivendo un inizio di carriera quasi uguale al suo, visto che anche lui fu convocato per la prima volta in azzurro mentre giocava in Serie B e senza aver ancora debuttato in Serie A», e ha poi dedicato la convocazione a Eugenio Corini, suo tìallenatore a Brescia: «Avendo giocato nel mio stesso ruolo, mi sta dando una grande mano dentro e fuori dal campo». Infine, il giovane azzurro ha confidato che questo ritiro con la Nazionale gli sarà di grande aiuto per il futuro «perché giocare con questi grandissimi professionisti di livello europeo è di insegnamento anche solo passandosi il pallone e devi prendere esempio da loro».

PARLA ANCHE GRIFO – Oltre a Tonali, l’altra novità azzurra è rappresentata da Vincenzo Grifo: «Essere a Coverciano con la Nazionale è una grande emozione – ha detto il 25enne esterno d’attacco dell’Hoffeneim -, per me è stato sempre un sogno. Mi sento italiano al 100%. Questi primi giorni sono stato benissimo e con me i compagni di squadra sono stati tutti bravi. Sono felice e ho molta voglia di lavorare. Sono nato in Germania da genitori italiani, padre della provincia di Agrigento e madre della provincia di Lecce. In Germania ho fatto le scuole e ho iniziato a giocare a calcio. A 18 anni sono andato all’Hoffeneim e ho giocato le prime partite in Bundesliga. Poi in prestito a Francoforte, un anno perfetto. Quindi in Serie B col Friburgo con cui abbiamo vinto il campionato. Sono passato poi al Borussia Moenchenglabach, una grande società con una grande tradizione. Infine, quando l’Hoffeneim mi ha cercato ho accettato anche perché è casa mia e avremmo giocato la Champions League». Per quanto riguarda il ruolo, Grifo spiega: «Ho iniziato a giocare come 10 e poi, ai tempi del Friburgo, il mister mi ha messo ala o esterno a sinistra, a volte anche a destra, e da lì in poi ho iniziato a conoscere quel ruolo che mi permette di andare sempre all’uno contro uno, trovando spazio per andare al tiro col piede destro. Mi trovo molto bene in questo ruolo». A un anno di distanza si parla poi della cocente delusione per l’Italia fuori dal Mondiale dopo il playoff con la Svezia che Grifo racconta di aver visto in famiglia e aver vissuto con tristezza: «L’Italia ha sempre giocatori bravissimi e di qualità. Anche in Germania pensano che l’Italia sia sempre una grande squadra». Infine, sulla possibilità di giocare un giorno in Serie AGrifo non si sbilancia: «Non si sa mai, ma sono felice a Hoffeneim e stiamo anche giocando la Champions».


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