Italia, la realtà audace e insperata di Mancini e l’ultimo passo che manca


Quando Mancini dice che adesso possiamo giocare contro chiunque tranne la Francia va creduto o una battuta eccitata che lecito passargli? Con questo giudizio Mancini pensa a molte cose: al lavoro fatto in pochi mesi che ora tempo di sottolineare per s e soprattutto per i suoi giocatori. Se sei vicino a diventare squadra l’ultimo passo lo fai credendoti gi arrivato. Mancini sa che mancano i gol ma non i centravanti (Belotti, Immobile, Pavoletti, Balotelli, Petagna, Lasagna, Cutrone, Zaza, Kean, il falso 9); il problema per non pi suo, ora tocca ai centravanti venir fuori. Hanno 4 mesi di tempo, una lunga riflessione dentro cui crescere. A marzo sar evidente chi deve giocare e chi no. Ci sono poi riflessioni tecniche: gli avversari non sono andati avanti, dalla Germania alla Croazia, alla Spagna. Mentre l’Italia stata rovesciata completamente, gioca non per difendersi, non per tenere il pallone, ma per portarlo rapidamente avanti. Questo con raziocinio lo fanno in pochi. A noi ormai capita spesso e senza sforzo, infatti non prendiamo gol. Non segniamo, ma spesso dominiamo, anche con avversari di alto livello come il Portogallo. Succede solo che la coperta sia un po’ corta. Il gol non arriva anche perch portiamo pochi uomini in area. I centrocampisti non seguono fino in fondo l’azione, si inseriscono poco. In area siamo sempre minoranza. Questo perch tutti i nostri centrocampisti giocano bene a calcio, distribuiscono gioco, non lo cercano, sono tutti registi. Mentre se hai due ali pure, almeno una mezzala a turno deve sempre accompagnare l’azione, altrimenti il centravanti un uomo solo. Non sono dettagli, sono caratteristiche individuali, difficile limarle. Per Mancini ha quasi ragione, possiamo giocare con tutti tranne che con la Francia. una realt audace, insperata e soprattutto indimostrabile. Quindi diciamola.


21 novembre 2018 (modifica il 21 novembre 2018 | 21:58)

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