Italia in recessione tecnica, Pd e FI all’attacco. Gli industriali: «Agire subito»


I dati sul pil del quarto trimestre 2018 certificano che l’Italia è entrata in una fase di recessione tecnica. E anche se il premier Giuseppe Conte ostenta sicurezza («è solo una fase transitoria») preconizzando una ripresa nella seconda parte del 2019 («perché inizieranno a realizzarsi le nostre misure»), il mondo politico ed economico entra in fibrillazione. Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, accoglie con preoccupazione i dati sull’economia del Paese e invita a «reagire subito al rallentamento dell’economia attivando investimenti pubblici e privati». Anche perché, secondo il capo degli industriali, «a gennaio avremo un rallentamento ancora superiore rispetto al quarto trimestre, a seguito della frenata dell’economia globale e della Germania». La Borsa ha subito registrato in negativo il dato sul pil, peraltro atteso (GUARDA I LISTINI IN TEMPO REALE).

Gli ex premier Pd all’attacco

Ma sono le forze di opposizione a scatenarsi. Il Pd chiede che il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, si presenti immediatamente in Parlamento per riferire sulla situazione. «Stanno usando un’arma di distrazione di massa a Siracusa con la Sea Watch — commenta il deputato dem Enrico Borghi, accompagnando la richiesta di informativa in Aula — per non far conoscere agli italiani che a causa di una finanziaria sbagliata il Paese è fermo». E intervengono subito anche gli ex premier dem. Matteo Renzi , che già ieri aveva fatto notare che i governi Pd avevano inanellato 14 trimestri consecutivi positivi, ricorda che con il governo giallo-verde «l’Italia ha perso 76mila posti di lavoro» e portato per la seconda volta il pil in negativo, sottolineando che «le scelte di Salvini e Di Maio sono sbagliate, ci stanno portando a sbattere». Paolo Gentiloni invita invece l’esecutivo a riconoscere le proprie responsabilità: «Pericoloso che non faccia nulla per evitare all’Italia una decrescita infelice con più tasse e meno lavoro».

FI: «Cambiare agenda»

«Pesa certamente l’impatto di una situazione internazionale incerta — sottolinea la capogruppo di Forza Italia alla Camera, Mariastella Gelmini — tuttavia l’esecutivo gialloverde ci ha messo abbondantemente del suo, sbagliando prima la comunicazione, che ci è costata il balzo dello spread, e poi la legge di bilancio. Ora sarebbe drammatico se il governo non ne prendesse atto e non rivedesse la sua agenda economica». Anche perché «l’Ufficio Parlamentare di Bilancio ci ha ricordato anche ieri che l’impatto della manovra sulla crescita è irrilevante e senza correzioni rischiamo di trovarci di fronte ad una manovra correttiva lacrime e sangue o addirittura ad una patrimoniale». Antonio Tajani, vicepresidente del partito e presidente del Parlamento europeo, non vede che una soluzione: «»taccare la spina al governo giallo-verde».

Di Maio: «Chi c’era prima ha mentito»

Per il governo il primo ad intervenire è Luigi Di Maio, ministro dello Sviluppo economico, che un paio di settimane fa si era spinto ad evocare un nuovo boom economico, che tuttavia aggira il risultato negativo del Pil e prova a rilanciare la palla nel campo avversario: «I dati Istat di oggi testimoniano una cosa fondamentale: che chi stava al governo prima di noi ci ha mentito, non ci ha mai portato fuori della crisi. E’ la certificazione del fallimento di una classe politica mandata a casa il 4 marzo».

31 gennaio 2019 (modifica il 31 gennaio 2019 | 13:04)

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