Italia-Finlandia, calcio d’inizio: finite amichevoli e Nations League, da adesso si fa sul serio


È un’Italia concentrata sul presente, ma già proiettata nel futuro. Sedici mesi dopo lo spareggio maledetto con la Svezia, proviamo a ripartire contro un’altra formazione nordica. L’urgenza è la stessa di allora: vincere. Le tensioni sono minori rispetto a novembre 2017, ma schiacciare subito il piede sull’acceleratore regalerebbe fiducia e consapevolezza alla nuova Italia manciniana. Una squadra giovane (meno di 26 anni di media) e intrigante, che ha un progetto ambizioso: reimpossessarsi della propria storia attraverso il gioco.


Nazionale, da Piccini a Kean, da Barella a Zaniolo, ecco le promesse su cui punta Mancini



Il suo gruppo


Gli azzurri nelle ultime quattro esibizioni hanno mostrato di aver imboccato la strada giusta: non prendiamo gol da tre partite, gestiamo il possesso, riusciamo a recuperare palla altissimi e ad aggredire i rivali sia per vie centrali sia sulle fasce. La Nations è stata un bel banco di prova e aver evitato la retrocessione una bella iniezione di fiducia. Ma le partite vere cominciano adesso. All’entusiasmo, che sicuramente non mancherà, servirà affiancare freddezza e pazienza, senza farsi risucchiare dall’ansia se, specialmente nei primi minuti, le cose non dovessero andare bene. La Finlandia, numero 59 del ranking, senza lo straccio di un campione, non ci dovrebbe impensierire ma ha appena vinto la Lega C di Nations e ha fisicità.

Il nostro problema è il gol, solo 8 nelle prime 9 partite e forse anche per questo Mancini, dovendo fare a meno di Chiesa, si è convinto di puntare su Moise Kean, vercellese di origini ivoriane, il primo millennial a indossare la maglia da titolare della Nazionale. Sinora ha giocato pochino in questa stagione, ma l’allenatore è sicuro che il giovane erede di Balotelli, che con Mario ha poco da spartire, non si farà travolgere dall’emozione. Con Kean, anziché Politano, l’attacco ha più peso, più forza, più gol. La speranza è che i razzisti da stadio lo lascino in pace. Di sicuro la Dacia Arena, quasi esaurita, spingerà i giovani azzurri. Serviranno i ricami di Bernardeschi, che contenderà a Verratti il 10 lasciato libero dall’infortunato Insigne; il palleggio dei due registi (lo stesso Verratti e Jorginho); i movimenti sincronizzati del tridente offensivo per non dare punti di riferimento agli avversari. L’Italia ha fretta di ricominciare. Il motore lo abbiamo già acceso, ora bisogna farlo rombare. Per Mancini, considerando l’importanza della posta in palio, è quasi un debutto: «Però l’emozione l’ho superata dopo la prima con l’Arabia Saudita. Ora sono solo concentrato sui nostri obiettivi. Bisogna vincere, qualificarci all’Europeo e risalire nel ranking anche in previsione delle qualificazioni Mondiali. La squadra sta bene e sinora abbiamo fatto le cose più in fretta del previsto e sono certo che non tradiremo neppure stavolta: contro la Finlandia, che è tosta, mi aspetto il gioco e anche i gol», dice con sicurezza il capo della banda.

Mancio ci ha fatto risalire dal pozzo in cui eravamo precipitati e capitan Chiellini, che proprio con la Finlandia ha debuttato nel 2004 e stasera giocherà la 101ª sfida azzurra, elenca i meriti della nuova guida: «Ci ha dato serenità, fiducia ed entusiasmo. Non era facile ripartire. Grazie a lui ci siamo riusciti. Lo spirito è buono e stiamo bene insieme». L’Italia sembra tornata. Ora però servono i risultati, che nel calcio sono quasi tutto.

22 marzo 2019 (modifica il 22 marzo 2019 | 23:01)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




http://xml2.corriereobjects.it/rss/sport.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *