Italia, da Verratti a Insigne Mancini ha scelto i suoi magnifici 7


FIRENZE La Nazionale un cantiere aperto, ma sono gi sette 7 i magnifici azzurri che Roberto Mancini considera indispensabili, punti fermi del progetto. Uno, forse il pi prezioso tatticamente, ha lasciato Coverciano ed tornato a casa. Federico Bernardeschi si fatto male all’adduttore, il riacutizzarsi di un vecchio infortunio, ma questo non impedir al c.t. di insistere sul tridente rotante, lanciando nella mischia Berardi o Politano, anche se nel primo vero allenamento ha provato Immobile.

L’Italia sta cercando un’identit, ma intanto ha trovato una forma. Dopo sette partite e 51 convocati, il Mancio ha una serie di certezze tattiche e di formazioni dentro il 4-3-3, che il sistema adottato sino adesso e con il quale intende proseguire l’avventura. Donnarumma, nonostante qualche sbandata, ha vinto la concorrenza di un portiere solido e affidabile come Sigiru. La difesa ruota sui professori Bonucci e capitan Chiellini, che a San Siro, nello stadio della delusione Mondiale, entrer nel club dei centenari. Jorginho, lanciato da Sarri nel Napoli, stato adottato in fretta da Mancini: l’italo-brasiliano l’unico sempre presente dal primo minuto, un punto di riferimento in mezzo al campo. La svolta il doppio play con l’incompiuto Verratti, che spesso la Nazionale se l’ lasciata sfuggire ma ora al centro del progetto. Con Jorginho non ci pestiamo i piedi, siamo entrambi nel vivo del gioco e abbiamo la possibilit di toccare molti palloni. Credo che dovremmo insistere su questa strada anche contro le squadre che proveranno a toglierci il controllo del pallone. Quanto alle critiche, che riceve ogni volta che indossa la maglia azzurra, Verratti intende farsele scivolare addosso: Tanto ho capito come funziona. Se gioco bene dicono che mi prendo l’Italia, se gioco male che non sono all’altezza. Non mi preoccupo di cosa pensa la gente.

L’ultimo intoccabile Insigne, l’anima del nuovo Napoli di Ancelotti, dieci reti in stagione con Carletto, neppure una nel nuovo corso azzurro. Eppure Mancini non intende fare a meno di lui, esterno o falso nove, non importa. Presto il club degli intoccabili potrebbe trovare nuovi soci: Barella e Chiesa, la meglio giovent, sono vicini alla consacrazione. L’esterno della Fiorentina ha sempre giocato, dall’inizio o a gara in corso per deve migliorare negli ultimi 16 metri, il consiglio dell’allenatore. Il centrocampista del Cagliari una scoperta recente ma sono bastate due partite, Ucraina e Polonia, per scalare le gerarchie. Senza l’infortunio di Bernardeschi probabilmente Mancini avrebbe schierato la stessa squadra per la terza volta di fila. Segno che qualcosa comincia a quadrare. Il Portogallo, sabato a San Siro, un’imperdibile occasione per dimostrare che l’Italia si sta rialzando dopo il fragoroso capitombolo Mondiale.

13 novembre 2018 (modifica il 13 novembre 2018 | 22:29)

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