Italia, Chiellini nel club dei centenari «Torneremo a sfidare le grandi»


MILANO A quota 100, ma senza idee sulla pensione, Giorgio Chiellini non farà il controllo completo delle caviglie di Ronaldo e quindi può dedicarsi a quello della qualità dell’aria di Milano. Perché se c’è una cosa che ha lasciato in eredità il fallimento mondiale contro la Svezia un anno fa, è sicuramente lo spirito di San Siro, che si è rivelato straordinario nel momento peggiore della storia azzurra. E sarà speciale anche oggi, con un altro pieno di vibrazioni positive per la rinascita. «Abbiamo tanta voglia di ripartire dopo quella delusione enorme — racconta il capitano della Nazionale —. È stata dura soprattutto a giugno, quando eravamo a casa a vedere gli altri giocare. Adesso c’è tanta voglia di ripartire e fare bene, continuando il percorso di crescita. Poterlo fare con uno stadio sempre pieno ci dà ancora più forza. Dobbiamo tornare a giocarcela con le grandi d’Europa, ricordiamoci che siamo l’Italia».

Giorgione stasera taglia il traguardo delle 100 presenze, entrando nel club ristretto dei grandi centenari, assieme a Dino Zoff, Andrea Pirlo, Daniele De Rossi, Paolo Maldini, Fabio Cannavaro e Gigi Buffon. Per dare una unità di misura dell’Italia attuale, il compagno di Nazionale con più presenze dopo Chiellini è Bonucci a 83, quindi si scende direttamente a De Sciglio (36): un vero e proprio «buco» generazionale che poi è tra le cause del clamoroso flop di un anno fa e della lenta ricostruzione. Ma non sono questi i numeri che preoccupano di più lo juventino, che l’anno scorso argomentò sulla crisi delle vocazioni difensive («Colpa degli imitatori di Guardiola» in estrema sintesi) e che ogni giorno tocca con mano anche la tradizione interrotta dei grandi centravanti italiani: il bomber di questa squadra, con 8 reti, infatti si chiama Giorgio Chiellini, seguito da Ciro Immobile con 7. «Cerchiamo di guardare avanti, perché ci sono dei giocatori che stanno crescendo: sono fiducioso che presto non sarò più io il capocannoniere di questa squadra — sorride il difensore — perché non mi sembra una bella cosa. E spero che sia così già da questa partita…».

Nella notte da incubo di un anno fa, Chiellini parlò del suo futuro azzurro usando il condizionale. Oggi usa solo il presente, senza date di scadenza, ma con un ruolo ben preciso. Aiutare ad accelerare la rinascita azzurra. Scoprendo con un po’ di sorpresa che c’è tanto da dare, ma anche da ricevere: «Tagliare il traguardo delle 100 partite per me va al di là del sogno, ma ci penserò dopo, perché la partita è importante. La squadra è molto giovane, ma non mi sento insostituibile, perché nessuno lo è. Venire qui è bello, c’è più entusiasmo che nel club. E fa bene anche a noi vecchietti rubare un po’ di questa spensieratezza ed energia, perché ci servono per andare avanti».

Riuscire a rubare un po’ di aria di San Siro poi è ancora meglio: cancella i brutti ricordi e allontana la pensione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

16 novembre 2018 (modifica il 16 novembre 2018 | 21:50)

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