Istat, cala la disuguaglianza ma il 28% degli italiani è a rischio povertà


Una valanga di dati che offrono un quadro di lettura della situazione economica e sociale del Paese (fotografata alla fine del 2016) arriva oggi con la pubblicazione del rapporto Istat su condizioni di vita, reddito e carico fiscale delle famiglie. La crescita del reddito reale nel 2016 associata, diversamente da quanto osservato nell’anno precedente, a una riduzione della disuguaglianza, osserva l’Istat. Il reddito equivalente del 20% pi povero della popolazione infatti cresciuto del 7,7% in termini reali rispetto al 2015, mentre il reddito del 20% pi ricco aumentato dell’1,9%. I pi benestanti hanno un reddito superiore di 5,9 volte a quello dei pi poveri (era 6,3 volte). La perdita complessiva accumulata nella crisi rimane pi ampia per chi ha redditi i pi bassi (-14,3% dal 2009).
Nel 2017 l’Istat ha stimato che il 28,9% delle persone residenti in Italia sia a rischio di povert o di esclusione sociale secondo la definizione europea, in miglioramento rispetto al 2016 (30,0%). All’interno di questo aggregato risulta pressoche’ stabile al 20,3% la percentuale di individui a rischio di povert (era 20,6% nell’anno precedente) mentre si riducono sensibilmente i soggetti che vivono in famiglie gravemente deprivate (10,1% da 12,1%),come pure coloro che vivono in famiglie a bassa intensit lavorativa (11,8%, da 12,8%).

Stabile il costo del lavoro

Il costo del lavoro dipendente nel 2016 risultato in media pari a 32.154 euro annui, sostanzialmente stabile rispetto al 2015. Il cuneo fiscale e contributivo e’ stato pari al 45,7% del costo del lavoro, in lieve calo rispetto agli anni precedenti (46,0% nel 2015, 46,2% nel 2014). Nel 2016 il lavoro dipendente ha rappresentato in media la fonte di reddito individuale con il livello pi elevato: 17.370 euro circa, contro una media di 15.460 euro per il lavoro autonomo e poco oltre 14.665 euro per i redditi di natura pensionistica.

Sale il reddito delle famiglie, ma in modo asimmetrico

Nel 2016 si stima che le famiglie residenti in Italia abbiano percepito un reddito netto pari in media a 30.595 euro, circa 2.550 euro al mese. Tuttavia, poich la distribuzione dei redditi asimmetrica, la maggioranza delle famiglie ha conseguito un reddito inferiore all’importo medio. L’Istat segnala che se si calcola il valore mediano, ovvero il livello di reddito che divide il numero di famiglie in due met uguali, si osserva come il 50% delle famiglie abbia percepito un reddito non superiore a 25.091 euro (2.091 euro al mese), con un incremento del 2,3% rispetto al 2015, quando met delle famiglie aveva percepito un reddito non superiore a 24.522 euro. Rispetto all’anno precedente il reddito netto familiare medio invece cresciuto del 2% in termini nominali e del 2,1% in termini reali, considerando la dinamica dei prezzi al consumo lievemente negativa nel 2016 (-0,1%)1.

6 dicembre 2018 (modifica il 6 dicembre 2018 | 11:42)

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