Iran, Unicredit vicina all’accordo con gli Usa: multa da 900 milioni


Unicredit è vicina ad un accordo con le autorità americane sulle sanzioni per l’Iran, una partita giudiziaria che va avanti da anni tra l’amministrazione Usa e la banca guidata da Jean Pierre Mustier per alcune transazioni con Teheran effettuate dalla banca tedesca di Hvb, rilevata da Unicredit. La cifra della sanzione si aggirerebbe sui 900 milioni di dollari: sarebbe una delle più alte comminate dagli Usa a una banca europea. È stata l’agenzia Bloomberg a indicare la cifra della transazione per l’istituto di Piazza Gae Aulenti. L’accordo è atteso nelle prossime settimane. La banca non commenta. A febbraio l’a.d, Jean Pierre Mustier, aveva auspicato una chiusura nel primo o nel secondo trimestre. A bilancio è stata già accantonata una cifra più o meno simile.

Se la cifra fosse confermata, quelli di Unicresit sarebbe uno dei maggiori accordi per ammontare, relativo per violazioni delle leggi statunitensi in termini di sanzioni, dopo quelli di SocGen, Commerzbank, Hsbc e Bnp Paribas. Un report dell’agenzia di rating Moody’s uscito martedì calcola in oltre 16 miliardi di dollari il totale delle sanzioni ricevute da banche europee tra il 2012 e il 2018 per aver facilitato il riciclaggio di denaro, per il mancato rispetto di sanzioni commerciali e per debolezze nel sistema dei controlli. Il 75% delle multe è stato riscosso dai regolatori Usa.

La multa più alta ha colpito Bnp Paribas nel 2014: 8,9 miliardi di dollari pagati al Dipartimento della Giustizia USA (DoJ) per aver condotto transazioni finanziarie illegali per conto di società di Cuba, Iran e Sudan, Paesi soggetti a sanzioni americane. Multe miliardarie per violazioni di sanzioni commerciali sono state comminate anche a Hsbc (per 1,9 miliardi nel 2012), Commerzbank (per 1,45 miliardi nel 2015) e Société Générale (per 1,3 miliardi nel 2018). Per quanto riguarda il riciclaggio, la multa più elevata ha coinvolto Ing (per 915 milioni) da parte delle autorità olandesi nel 2018. Altre sanzioni hanno riguardato Deutsche Bank, Rabobank e Standard Chartered. Le multe incidono sulla reputazione delle banche, ma possono avere anche impatti significativi sui requisiti di capitale.

E non è finita: il dipartimento di Giustizia Usa e la Sec indagano sulla danese Danske, che ha ammesso carenze sui controlli della filiale estone tra il 2007 e il 2015, con operazioni sospette per 230 miliardi di dollari. Nei giorni scorsi anche Swedbank è finita sotto la lente delle autorità Usa: per l’inchiesta, che ipotizza in operazioni di riciclaggio per 135 miliardi di euro, è stata licenziata il ceo Brigitte Bonnesen. Altre indagini sono in corso sulla banca Nordea mentre la lettone Ablv è già stata liquidata. Sotto indagine per riciclaggio in Italia c’è Ing, alla quale la Banca d’Italia ha bloccato nei giorni scorsi le attività su nuovi clienti. Sempre BankItalia ha comminato a Ubi una sanzione di 1,2 milioni (per «carenze in materia di collaborazione attiva e modalità di segnalazione»).


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