Iran, avviata produzione di massa per il caccia Kosar –


L’Iran ha celebrato l’inizio della produzione seriale del caccia Kosar con una cerimonia che si è svolta poche ore fa nella provincia centrale di Isfahan alla presenza del Ministro della Difesa Amir Hatami e del comandante dell’esercito iraniano, il generale Abdolrahim Moussavi.

“La produzione di massa del caccia da combattimento indigeno indica che le sanzioni e le pressioni contro l’Iran sono inefficaci. Si tratta di una pietra miliare per il nostro Paese che continuerà a produrre in futuro velivoli sempre più avanzati”.

Iran: caccia Kosar

Teheran ha svelato al mondo il caccia Kosar alla presenza del Presidente Hassan Rouhani all’indomani delle celebrazioni per la Giornata nazionale in cui l’Iran celebra l’industria della Difesa del Paese.

“Il Kosar è un caccia da combattimento avanzato con capacità CAS (Close Air Support) che migliorerà la nostra deterrenza nei confronti di Washington. E’ un caccia di quarta generazione realizzato integralmente in Iran con radar multifunzione, avionica avanzata, head-up display, schermi digitali e sistemi di navigazione ad alta precisione. L’Iran uno dei pochi paesi al mondo con il know-how per progettare e fabbricare caccia di quarta generazione”.

La Televisione di Stato iraniana non ha trasmesso il decollo del Kosar, tuttavia alcune foto del volo di prova sono state condivise dai media del paese.

Se il Kosar da addestramento svelato nel luglio dello scorso anno si ispirava all’AIDC AT-3 Tzu Chung di Taiwan, quello mostrata il 21 agosto scorso è l’ennesima configurazione derivata dall’F-5E / F Tiger II della Northrop. Il dna del Tiger è chiaramente presente nel Kosar come ad esempio nelle sue pubblicizzate capacità aria-aria estese all’attacco al suolo. Il Kosar è un caccia di quarta generazione sviluppato principalmente dall’Iran Aviation Industries Organization. Secondo la definizione tradizionale, i caccia multiruolo di quarta generazione enfatizzano la manovrabilità alla velocità prediligendo il combattimento manovrato. Non implementano accorgimenti per la bassa osservabilità. In base ai pochissimi dettagli diramati, l’Iran produrrà una versione monoposto da combattimento ed una double-cockpit da addestramento del Kosar. La piattaforma dovrebbe essere in grado di volare ad un’altitudine di 45.000 piedi ad una velocità massima di Mach 1.2. Dovrebbe essere propulso da due turbojet Owj (Zenith) prodotti a livello nazionale. Sappiamo che il suo peso approssimativo al decollo del motore è di circa 10 tonnellate, più che sufficiente per alimentare i caccia multiruolo dell’aeronautica iraniana. Il propulsore Owj, svelato nell’agosto del 2016, è l’orgoglio nazionale dell’Iran, ottavo Paese al mondo in grado di produrre motori per aerei di fascia alta attraverso la tecnologia indigena.

Iran: Caccia Qaher F-313

La prima versione del 2013

Il primo caccia stealth ad ala a freccia con estremità alari a diedro negativo eralizzato dall’Iran Aviation Industries Organization è stato svelato al pubblico il 2 febbraio del 2013, durante le celebrazioni in onore della vittoria della Rivoluzione Islamica del 1979. Alla presentazione del velivolo definito come “un super caccia di ultima generazione da superiorità aerea” partecipò l’allora presidente Mahmoud Ahmadinejad in persona.

“Il Qaher (Conquistatore) F-313 è equipaggiato con le più recenti tecnologie sviluppate interamente in Iran. Il suo radar è in grado di inseguire ed ingaggiare molteplici bersagli aerei e terrestri in condizioni ognitempo. Il velivolo può svolgere svariate missioni in una sola sortita, con una capacità di trasportare internamente il proprio carico bellico per ridurre la segnatura radar. Il Qaher è il simbolo delle capacità iraniane, in grado di realizzare velivoli di ultima generazione, difficilmente rilevabili dai radar occidentali. Il suo apparato propulsivo, unico nel suo genere, conferisce al velivolo la capacità di decollare ed atterrare da piste corte. Il Qaher 313 è in grado di rivaleggiare ad armi pari per caratteristiche e prestazioni con i caccia più avanzati del pianeta come l’F-22 o l’F-35. E’ unico al mondo, talmente eccezionale che soltanto tre paesi (Usa, Cina e Russia) potrebbero costruirlo”.

Cinque anni fa le foto dell’F-313, secondo l’Iran sviluppato grazie al software CATIA, fecero il giro del mondo. Tuttavia, analizzandole con cura, il responso sul presunto caccia di quinta generazione fu unanime in tutta la comunità internazionale: quello svelato al pubblico era solo un mock-up, probabilmente non in grado di alzarsi in volo.

Le anomalie sul Qaher F-313 del 2013

Diverse le anomalie riscontrate sul caccia indigeno iraniano svelato nel 2013. Le dimensioni del velivolo sembravano essere fin troppo ridotte per una piattaforma da combattimento. Il muso del velivolo non avrebbe potuto ospitare alcun radar. Il profilo aerodinamico del Qaher presentava scelte tecniche non compatibili con la configurazione a bassa osservabilità così come la dubbia inclinazione delle superfici. Le prese d’aria erano estremamente piccole, mentre la sezione del singolo motore installato era priva di qualsiasi tipo di ugello. Un postbruciatore avrebbe tranquillamente fuso la sezione posteriore del velivolo. L’unico motore compatibile era probabilmente una versione reverse engineering dello J85 della General Electric senza postbruciatore. Il Qaher del 2013 sarebbe stato subsonico ed, ovviamente, non dotato di un sistema di controllo vettoriale della spinta. La stiva interna sembrava essere assente così come i pannelli di accesso per la manutenzione ordinaria. Il cockpit all’interno dell’abitacolo era stato ricreato con l’avionica iraniana.

Nel 2013 trovavano posto un display elettronico Dynon EFIS-D100, un paio di Dynon EFIS-D10As e un VHF Garmin NavCom insieme ad altri prodotti realizzati dalle due società. Nessun dettaglio, infine, sul materiale radar assorbente utilizzato per rivestire la superficie del velivolo. Il primo video del Qaher in volo, pubblicato nel 2013, si rivelerà essere un modello radiocomandato. Suicida la posizione del seggiolino. L’F-313 non è stato progettato su sistema fly-by-wire.

Il Qaher F-313 del 2017

A distanza di quattro anni dalla sua presentazione, il 15 aprile dello scorso l’Iran svelò al mondo una nuova versione del Qaher F-313, primo caccia stealth della Repubblica Islamica. La piattaforma è stata svelata durante una cerimonia alla presenza del Presidente iraniano Hassan Rouhani e del Ministro della Difesa, il generale Hossein Dehghan. Simile nel disegno al prototipo del 2013, il nuovo F-313 implementava delle nuove modifiche. Nel presentare il velivolo, Fars News lo descrisse come “un caccia leggero da addestramento ed operazioni militari a corto raggio, alcuni analisti militari ritengono il Qaher come una piattaforma di quinta generazione”.

Il prototipo mostrato il 15 aprile dello scorso anno in fase di rullaggio è certamente più simile ad un aereo rispetto al mock-up del 2013. Dovrebbe essere leggermente più grande e realizzato con materiali di buona qualità secondo procedura standard. L’abitacolo è stato ridisegnato per ospitare un pilota, mentre sembrerebbero essere stati utilizzati dei materiali aerospaziali per il cupolino rispetto al plexiglass della versione del 2013. Nessuna foto del cockpit. Le soluzioni aerodinamiche continuano a destare perplessità così come il posizionamento delle prese d’aria rialzate sull’ala che potrebbe determinare problemi ad elevati angoli di attacco o le alette canard fisse in proiezione RCS. Continuano ad essere assenti sia i pannelli di accesso che le stive interne per ridurre la sezione equivalente radar. L’apparato propulsivo è stato ridisegnato per ospitare due motori J85 con ugelli. Tuttavia, la piattaforma mostrata non avrebbe fisicamente la possibilità di ospitare una ragionevole quantità di carburante ed assicurare un’autonomia sufficiente per un intercettore. Non si capisce il motivo per cui un caccia di quinta generazione debba montare una torretta, presumibilmente con sensori elettro-ottici ed all’infrarosso sotto il muso senza alcun tipo di accorgimento per la riduzione della sua firma radar. Il Qaher mostrato dovrebbe essere pronto per la produzione seriale, ma la pressione esercita sul carrello triciclo anteriore retrattile è assolutamente non compatibile con il peso di due motori.

Il Qaher F-313 era una farsa, ma sarebbe un errore sottovalutare l’Iran

La progettazione dei velivoli di quinta generazione, quelli cioè che implementano tecnologia a bassa osservabilità, è una faccenda alquanto complessa. Lo sanno gli Stati Uniti con l’F-35 o i russi con il Su-57, tuttavia sarebbe un errore sottovalutare l’industria aerospaziale dell’Iran. Basti pensare, ad esempio, alla capacità indigena di mantenere ancora in servizio i vecchi F-4 e F-14 statunitensi: per questi ultimi è stata avviata la produzione di massa del missile Fakour, a sua volta basato sull’AIM-54 Phoenix. Senza dimenticare, infine, i progressi nel campo missilistico e nella tecnologia UAV. Il punto è che il Qaher non è mai statao compatibile con una piattaforma aerea di quinta generazione. Per disegno e propulsione risulterebbe altamente rilevabile nell’intero spettro dei sensori, con un’impronta infrarossi elevatissima. Quello mostrato il 15 aprile dello scorso anno, potrebbe essere stato un guscio vuoto propulso da un qualche tipo di motore elettrico ad uso esclusivamente interno. Il Qaher potrebbe anche essere un dimostratore tecnologico che ricorda, molto vagamente e con un particolare sforzo di fantasia, il Bird of Prey della McDonnell Douglas/Boeing.

Forza Aerea della Repubblica Islamica dell’Iran

Prima che cadesse il governo della Scià, l’Iran acquistò dagli Stati Uniti 180 caccia leggeri F-5E / F Tiger II, 225 cacciabombardieri F-4 Phantom, ottanta intercettori F-14A Tomcat (77 dei quali consegnati entro il 1979) con relativi missili AIM-54 Phoenix, cinquantasei C-130 Hercules, sei pattugliatori P-3 Orion e sei aerocisterne Stratotanker KC-135. Le richieste sul Blackbird SR-71 non sono mai state prese in considerazione dal governo degli Stati Uniti. Nel 1990 la Repubblica Islamica dell’Iran ricevette venti aerei da attacco Su-24 Fencer e trenta MiG-29 Fulcrum dall’URSS. Dalla Cina, infine, Teheran ha acquistato venticinque caccia Chengdu F-7, copia non autorizzata del MiG-21 sovietico.

Secondo Flight International, la spina dorsale dell’IRIAF è oggi formata da quarantadue F-4 Phantom II, ventiquattro F-5 (incluse le versioni indigene Azarakhsh e Saeqeh), venti MiG-29, diciassette F-7, ventitré Su-24 e nove Mirage F-1 iracheni. La componente aerea del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica gestisce due reparti: il primo formato da dieci Su-25 Frogfoot ed il secondo, appena ricostituito, da dieci Su-22.


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