“Inviava i pacchi bomba” –


Sarebbe stato fermato l’uomo che, nell’ultima settimana, avrebbe inviato i pacchi bomba ad alcuni esponenti esponenti del Partito democratico americano, tra cui l’ex presidente Barack Obama e la candidata alle ultime elezioni Hillary Clinton, e a George Soros. Lo riporta la Cnn, che cita fonti della polizia e dell’anti terrorismo. Non si conosce ancora l’identità della persona né il perché abbia deciso di iniziare questa vera e propria campagna di terrore.

Su Twitter – il direttore delle pubbliche relazioni del Dipartimento di Giustizia Usa, Sarah Isgur Flores – ha confermato il fermo di una persona: “Possiamo confermare che una persona è in custodia. Terremo una conferenza stampa al Dipartimento di Giustizia alle 14.30“. Secondo Fox News, l’arresto sarebbe stato effettuato in Florida.

Un’unica mano dietro i pacchi bomba

Gli uomini dell’Fbi hanno analizzato tutti i dettagli presenti sugli ordigni. Impronte, Dna, fibre o capelli. Qualsiasi cosa che potesse fornire un’indizio per risalire all’identità dell’attentatore. Tuttavia, non è stato trovato nulla. Un’analisi realizzata dal Corriere, però, mostra diverse incongruenze. La prima: forse, gli ordigni non erano stati realizzati per esplodere. Potrebbero essere infatti delle “copie”, “oggetti che dovevano somigliare a bombe vere“. L’intento dell’attentatore poteva dunque essere solamente quello di spaventare e non uccidere. Inoltre – riporta sempre il quotidiano di via Solferino – “alcuni esperti di esplosivi notano che il grosso orologio attaccato all’ordigno è un tipico accessorio usato nelle bombe che si vedono nei film ma non è necessario — e anzi evitato — da chi fabbrica quelle vere (e preferisce evitare che la vittima sappia quando esploderanno)“.


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