Intesa Sanpaolo, le Fondazioni socie preparano la lista per l’assemblea


Ultimo rush tra le fondazioni azioniste di Intesa Sanpaolo sul rinnovo del consiglio di amministrazione della banca. I cinque enti titolari complessivamente del 16,54% del capitale devono chiudere la lista dei candidati entro il 30 marzo, un mese prima dell’assemblea dei soci gi convocata a Torino per il 30 aprile. Il confronto sui nuovi nomi (circa un terzo dell’attuale cda) entra nel vivo mercoled 20 marzo in un incontro tra i presidenti di Compagnia di Sanpaolo, primo socio con il 6,79%, di Cariplo con il 4,38% e e le Fondazioni di Padova, Bologna e Firenze.

In gran parte, dunque, il nuovo board sar in continuit con quello attualmente in carica con Carlo Messina amministratore delegato e Gia Maria Gros-Pietro presidente, un consiglio che stato anche il primo nell’era della governance monistica, cio con il consiglio di amministrazione unico. Il gruppo creato 11 anni fa da Giovanni Bazoli, che oggi ne il presidente onorario, dalla fusione tra le banche di Milano (Intesa) e Torino (San Paolo Imi) aveva adottato nel suo primo ciclo di vita il sistema di governance dualistico, con un consiglio di sorveglianza. Tra le Fondazioni vige un patto di sindacato finalizzato al solo voto in assemblea, che si scioglier subito dopo l’esito delle elezioni

Nel documento sugli Orientamenti che lo stesso cda in carica mette a disposizione degli azionisti viene confermata la composizione a 19 membri ed emerge una spinta sia al rafforzamento della rappresentanza femminile sia alla diversificazione delle competenze, dal mercato assicurativo, al fintech, al profilo internazionale. Indicazioni che vanno incontro agli auspici espressi, tra gli altri, dal presidente della Compagnia, Francesco Profumo.

L’amministratore delegato Carlo Messina per il quale la conferma scontata si presenta ai soci dopo aver chiuso un 2018 con tutti gli indicatori in netto miglioramento , a partire dalla forte riduzione dei crediti deteriorati e della concessione di credito buono per 60 miliardi a famiglie e imprese. L’utile netto stato di 4,05 miliardi di utile netto, la proposta di dividendo di 19,7 centesimi.

20 marzo 2019 (modifica il 20 marzo 2019 | 13:40)

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