Inter, una notte per risentirsi grande. Spalletti: «Pronti a tutto per vincere»


L’Inter vuole mettere un punto fermo alla sua stagione e tornare tra le grandi d’Europa. Wembley è un tempio ricco di fascino, con un terreno di gioco però malato e malandato come il campetto di una parrocchia di periferia. Qui, dove un tempo c’erano due torri gemelle, bianche e maestose, sostituite ora da un arco che s’innalza fino a 133 metri nel cielo plumbeo e piovoso d’Inghilterra, è stata scritta la storia: del calcio, dello sport, della musica. Sono passati re e regine, stelle della musica, da Elton John ai Queen, si sono consacrati in questo stadio rinnovato, maestoso e tra i più costosi di sempre: quasi un miliardo per rifarsi il look undici anni fa.

A lasciare il suo segno a Wembley mercoledì sera ci prova anche l’Inter di Luciano Spalletti, in cerca di un pass per scrivere un capitolo fondamentale della rinascita. Da sei anni i nerazzurri restano fuori dagli ottavi di finale di Champions League, espulsi per colpe loro dal gotha del calcio europeo. L’occasione è da non sciupare: basta non perdere per mettersi in tasca il biglietto degli ottavi di finale, incassare altri 10 milioni dall’Uefa da aggiungere ai 40 già messi in cassaforte con il girone, e soprattutto poter gonfiare il petto dopo averlo ingrossato di lacrime e sofferenza in stagioni anonime.

«Siamo disposti a tutto per qualificarci. Se non portiamo a casa il risultato qui non saremo più padroni del nostro destino», avverte Spalletti. Cadere contro il Tottenham di Mauricio Pochettino, demolitore qualche giorno fa del Chelsea di Maurizio Sarri, significa rimettere in discussione la qualificazione e affidarsi poi alla buona volontà del Barcellona, costretto a non perdere nell’ultima gara con gli inglesi. Spalletti vuole chiuderla qui e ora la faccenda del passaggio del turno, per evitare strascichi sgradevoli e anche per infrangere la sua maledizione personale: nelle sette partite giocate in carriera nel regno di Sua Maestà si è sempre dovuto inchinare ed è tornato a casa con sette sconfitte.

«Non c’è spazio per la paura e non voglio sentir parlare della pressione di Wembley. E stiamo attenti al Gatto e alla Volpe che ci propongono di accontentarci di un punto, diamo retta al Grillo Parlante, giochiamo per vincere. Non passare vuol dire andar fuori da una competizione attesa da anni», sottolinea Spalletti per nulla spaventato dalla bellicosità di Mauricio Pochettino. «Se ci riproponiamo ai livelli della partita con il Chelsea non sarà facile fermarci», minaccia il tecnico degli Spurs. No, non sarà semplice per niente. Due gol nel primo quarto d’ora, così è stata sotterrata la squadra di Sarri. Qui la Juventus è stata l’ultima italiana a vincere in rimonta lo scorso marzo.

L’Inter però deve stare attenta e non prendere gol per prima, come invece sempre le è capitato in tutte le gare di questa Champions. Finora ai nerazzurri sono riuscite tre rimonte su quattro, ma a scherzare con il fuoco prima o poi ci si brucia. Tottenham è il primo svincolo e Spalletti guarda avanti. «Se li buttiamo fuori, la qualificazione agli ottavi ci può dare la convinzione per andare avanti anche per la fase a eliminazione diretta». Passare il turno significa riapprodare tra i grandi, per poi cominciare il vero viaggio della nuova Inter.

La situazione
Un pareggio basterebbe all’Inter per essere già promossa agli ottavi con un turno d’anticipo
Agli ottavi se
L’Inter non perde con il Tottenham: in caso di pareggio l’Inter potrebbe essere al massimo raggiunta a quota 8 dagli inglesi, ma con il vantaggio dello scontro diretto (vittoria per 2-1 a San Siro e pari a Wembley

27 novembre 2018 (modifica il 27 novembre 2018 | 23:28)

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