Inter, Spalletti in rovesciata: « Icardi ora è pronto ,parte titolare col Genoa»


Dopo 53 giorni la telenovela è forse finita. Stasera Mauro Icardi torna a giocare nell’Inter. Non da figliol prodigo né da capitano, ma da attaccante titolare sì. L’ultima volta s’era visto il 9 febbraio a Parma, aveva ancora la fascia al braccio, era punto di riferimento e bomber insostituibile. Quasi due mesi più tardi è uno dei tanti, riammesso senza galloni nel gruppo.

La strada per riprendersi l’Inter comincia dalla trasferta contro il Genoa e dall’inversione di rotta di Luciano Spalletti. Dopo la gara con la Lazio, il tecnico era furioso, debordante: nelle dichiarazioni sull’argentino e sulla società per la mediazione compiuta dall’ad Beppe Marotta, con la benedizione del presidente Steven Zhang. Prima di partire per Genova si invece è tolto la divisa da poliziotto cattivo, ha indossato l’abito da Don Luciano e usato toni da padre confessore per annunciare l’avvenuta riconciliazione.

Le settimane passate da separati in casa non si cancellano di colpo, però si prova a togliere il primo strato di ruggine. Le parole invece si possono rivedere. «Icardi per noi vale più di Messi e Ronaldo insieme. Se sta nel gruppo con lui siamo più forti, è un trascinatore». Spiegazione ben diversa da quella battuta, troppo istintiva, negativa e tranchant, rilasciata dopo la Lazio: «Solo Messi e Ronaldo fanno la differenza».

La vigilia pre-Genoa, s’è trasformata in casa nerazzurra in una seduta d’analisi, per chiarire. Spalletti aveva definito «umiliante per i tifosi la trattativa tra Icardi e la società», lo stesso Spalletti ha ribaltato il punto di vista: «Quello svolto da Marotta è stato un lavoro determinante».

L’allenatore si è reso conto di aver esagerato nel suo affondo, il dialogo tra lui e Marotta non s’è mai interrotto, è stato proficuo. Spalletti deve aver percepito anche un certo fastidio della proprietà e del presidente Steven Zhang: al tecnico è stata lasciata libertà di gestione, ma non si poteva tollerare oltre il caso Icardi. Il giocatore dal canto suo è rimasto in silenzio, né lui né la moglie Wanda Nara hanno utilizzato i social per mandare messaggi, atteggiamento apprezzato da Spalletti.

«C’era bisogno di mettere un punto. Icardi non è in grado di aiutare la squadra da fuori, può farlo solo da dentro. Ora si può ripartire, ha avuto la reazione giusta», ha ammesso l’allenatore. A sentire Spalletti la squadra ha assorbito il trauma, scuse o no. «Tutte le componenti hanno messo un punto. C’è bisogno di sudare e allenarsi, non di parlare tramite un’altra persona. Le cose vanno fatte nello spogliatoio, sennò non si è credibili. Icardi non era stato convocato, ma ha pagato quel che doveva».

Non per una parte di tifosi. «Icardi vattene, non sei più dell’Inter», la sostanza di un comunicato e dello striscione appeso ad Appiano Gentile. Se anche il tempo del perdono non dovesse arrivare, Icardi è già tornato: il campo dirà se il rientro farà bene all’Inter. Ma lasciarlo fuori nella volata per la Champions voleva dire solo correre azzoppati.

2 aprile 2019 (modifica il 2 aprile 2019 | 23:27)

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