Inter-Napoli sulle decisioni di Mazzoleni è lite tra Procura Federale e il capo degli arbitri


La stagione nera degli arbitri. Già sotto accusa per l’uso parsimonioso della Var, nel mirino è finito Paolo Mazzoleni, 44 anni, della sezione di Bergamo, per Inter-Napoli. L’espulsione di Koulibaly è logica, il fallo su Politano è da giallo, il rosso di fronte all’applauso inevitabile. Come la squalifica per due giornate rimediata dal difensore del Napoli al pari di Insigne, colpevole di aver insultato il fischietto nel concitato finale.

Ma è sulla gestione dei cori razzisti che Mazzoleni è finito nella bufera. «La partita andava sospesa e gli uomini della procura hanno segnalato ai funzionari dell’ordine pubblico e al quarto uomo che la squadra partenopea chiedeva lo stop», l’affondo di Giuseppe Pecoraro. Tre volte Ancelotti lo ha chiesto. «La decisione spetta al responsabile dell’ordine pubblico d’intesa con l’arbitro», ha insistito il capo della procura federale, peraltro tifoso napoletano, facendo indispettire il capo degli arbitri Marcello Nicchi. «C’è troppa gente che parla a sproposito. Pecoraro si limiti a fare il procuratore».

Mazzoleni è stato assolto dal designatore Rizzoli. E dallo stesso Gravina. Non toccava a lui fermare la partita. L’arbitro, secondo l’Aia, ha fatto quello che doveva fare, cioè chiedere tre annunci dallo speaker. Però, anziché bloccare la partita, l’ha fatta proseguire. Perché ha seguito il suggerimento del responsabile dell’ordine pubblico? O perché non ha avuto la percezione che la situazione non fosse così grave? Anche perché i giocatori di Ancelotti, secondo fonti arbitrali, non avrebbero chiesto lo stop. Ma qui le versioni sono contrastanti. Koulibaly avrebbe chiesto la sospensione. Resta il disagio, anche all’interno dello stesso palazzo federale. Gravina tappa la bocca a tutti: «I toni vanno abbassati, l’unica voce deve essere la mia, quella del presidente». Pecoraro non doveva esporsi e Nicchi doveva evitare di rispondere. Gravina se la prende anche con De Laurentiis, che aveva criticato la designazione di Mazzoleni: «Non accetteremo dichiarazioni inopportune a tutela di interessi di parte».

Salvini, in qualità di ministro degli Interni, intende convocare a inizio 2019 le società e i responsabili del tifo «per fare quello che ad altri non è riuscito». Gravina di comune intesa con il governo vuole cambiare la norma sulla sospensione delle partite, rendendola più semplice e immediata, anche più dura. Ma la decisione ultima resterà al responsabile della sicurezza.

27 dicembre 2018 (modifica il 27 dicembre 2018 | 22:52)

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