Inter-Milan, il derby delle promesse


Un derby non razionale, prescinde dalla classifica e dal valore intrinseco delle squadre. l’altro derby d’Italia senza che ci sia un primo. Quando Gianni Brera ebbe l’intuizione del nome, pensava, e lo disse, alla partita fra le due squadre che avevano vinto pi scudetti. Non c’era qualcosa di sociale, uno scontro tra immaginari bauscia e cacciaviti spersi e ribelli nel grande oceano Fiat. Era semplicemente una classifica, primo e secondo. Oggi non esiste un secondo, ce ne sono due, Inter e Milan sono alla pari quanto a scudetti vinti. Di conseguenza non c’ pi una partita sola che decida. Brera sogghignerebbe col sigaro tra le dita per la sua ennesima provocazione che abbiamo presa per buona. lui il vero vincitore, ha inventato una partita che non c’. Non c’ pi l’altro, l’avversario, il diverso.


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Il muro dell’Inter, la fragilità del Milan


La Juve ha omologato tutto, ma non importa, non definitivamente. Fra Inter e Milan si gioca un’altra partita, un derby delle promesse, della diversit. una linea di confine. Inter e Milan sono paradossalmente il futuro dopo che per tanti anni Napoli e Roma hanno provato a vincere e non ci sono riuscite. Inter e Milan sono la giostra che rovescia il ritmo, sono l’idea per fermare questa deriva fantastica e noiosa della Juve. Il derby d’Italia il loro, la Juve ormai estranea a tutto. Nessuno ha il diritto di limitarla dentro una partita con un avversario che ha vinto la met. Inter-Milan il vero derby d’Italia e vale molto, ha la moralit di un grande lavoro comune, di operosit poco contaminata, di esempio per tutti. come dire che Milano c’, una specie di consolazione e rimorso per quel che manca.

Inter-Milan il derby d’Italia alla lettera, non elimina l’avversario pi forte ma distingue l’avversario ultimo. il grande festival del nuovo calcio, dove si studia per ricominciare. Dove i soldi sono pi che tutto, sono quasi soltanto intelligenza. Non bastano pi da soli, altrimenti sarebbe uno derby fra sceicchi e non lo vogliamo, non serve al calcio. Mentre Milano c’, esiste, utile. Bisogna ricordarselo forte, senza manie di grandezza, ma come una scommessa che parte da lontano e non cerca appoggi in proprietari internazionali. Solo nel cuore e nella consapevolezza di una citt che attraverso le sue squadre abituata ad amare se stessa.

16 ottobre 2018 (modifica il 16 ottobre 2018 | 22:16)

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