Inter, manovre anticrisi e un Conte da quadrare non solo per il futuro


Che faccia avrà l’Inter nel futuro più prossimo lo diranno i risultati, perché la voce del campo è più forte di qualunque contratto. Anche di quello dell’allenatore Luciano Spalletti, rinnovato fino al 2021 poco prima dell’inizio di stagione. Il tecnico è sempre l’anello debole, per ora però la sua posizione resta solida. Ma è naturale che in un momento di crisi si torni a parlare con insistenza di Antonio Conte come favorito per la panchina nerazzurra. La società smentisce ogni contatto con l’ex c.t. e ribadisce piena fiducia nel suo allenatore.

Intanto però valuta con attenzione una situazione sempre più difficile. La crisi dell’Inter è doppia, in campo e nello spogliatoio, con uno scollamento tra una parte dei giocatori e il tecnico.

Quella di lunedì è stata una giornata di vertici, iniziata in mattinata e chiusa in serata con una cena al ristorante Cracco tra il presidente Steven Zhang, i due ad Beppe Marotta e Alessandro Antonello, il direttore sportivo Piero Ausilio, il direttore generale Giovanni Gardini e, appunto, Luciano Spalletti.

La dirigenza ha chiesto al tecnico di chiarire, per quanto possibile, le cause di una crisi pericolosissima. Ci sono problemi all’interno dello spogliatoio con una parte dei giocatori scontenti della gestione dell’allenatore.

Subito dopo la sconfitta di Torino c’era già stato un primo confronto tra la dirigenza e Spalletti, lunedì il secondo round. Che il momento sia delicato lo dimostra anche la scelta del presidente Zhang di annullare il programmato viaggio in Cina. Giovedì a San Siro arriva la Lazio in Coppa Italia, non centrare la qualificazione alle semifinali può far scricchiolare la posizione dell’allenatore. A cena si è parlato anche di mercato e di come fronteggiare le tante richieste di cessione arrivate in società: prima tra tutte quella di Ivan Perisic, per cui l’Arsenal offre 5 milioni di prestito più il diritto di riscatto (l’Inter chiede l’obbligo). Nella lista dei partenti ci sono anche Miranda (Monaco), Candreva (freddo sull’ipotesi Cina) e Gagliardini.

Spalletti si gioca il futuro e può pensare di restare all’Inter il prossimo anno solo se confermerà la qualificazione in Champions e porterà a casa un trofeo tra Europa League e Coppa Italia. Altrimenti si arriverà quasi certamente al cambio a fine stagione.

Conte è la prima ipotesi, per ora per giugno anche perché ha sempre detto di non voler prendere una squadra in corsa e l’Inter non vuole un cambio adesso. L’ex c.t. è un vecchio pallino di Jindong Zhang che due anni fa volò a Londra per incontrarlo e strapparlo al Chelsea. Non se ne fece nulla, ma il patron di Suning rimase colpito dall’ex c.t. L’ad Beppe Marotta non può non tener conto della preferenza del proprietario del club. A Conte piacerebbe restare in Inghilterra (c’è l’ipotesi Manchester United), ma l’Inter è comunque l’unico club preso in considerazione in caso di rientro in Italia.

29 gennaio 2019 (modifica il 29 gennaio 2019 | 08:11)

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