Inter, ci vuole Conte per ripartire. E i dubbi sul Milan dopo il ko a Marassi


Sar Conte il prossimo allenatore dell’Inter. Non una notizia, una mia convinzione maturata sui mormorii e le abitudini di un calcio che conosco. Nello specifico sto parlando di un metodo di ricostruzione dell’Inter e di quello che rende difficilissimo pensarlo adesso. Faccio un esempio. Nell’Inter presente Nainggolan fuori, Icardi sospeso tra l’andata e il ritorno. Se arriva Conte il primo giocatore che chieder certamente sar Nainggolan, il secondo Icardi.

Questo condiziona gusti e comportamenti, vere e proprie leggi di gestione aziendale. Siamo ad aprile, a maggio finisce il campionato: l’Inter sa per forza oggi chi sar il suo allenatore a luglio. E se lo sa ha anche una squadra in mente. Credo che questa sia la parte pi difficile del presente, gestirlo in funzione della resistenza, non dello sviluppo. Di opinioni di persone competenti ma opposte. Il caso Icardi adesso solo questo: a chi piace? Al vecchio o al nuovo?

un problema che riguarda altre grandi squadre imperfette, il Milan di Gattuso e Leonardo, la Roma di nessuno. Altro esempio: ha senso parlare di Gattuso o ha un senso molto pi completo chiedersi dell’intera struttura milanista? Cio, il Milan, tutto il nuovo Milan, funziona negli uomini e negli atti? E se s, perch Gattuso e la parte tecnica non si parlano o si parlano male? L’errore profondo, vale pi di un acquisto di mercato. Non c’ Gattuso e basta in fondo a questa stagione, sarebbe non serio pensarlo, c’ un esperimento complessivo, dal presidente alle banche.

Ha funzionato? E dove, quanto? Il calcio ormai cos costoso da essere diventato indiscutibile. Nel momento del populismo, il popolo che ha inventato i social non si fa pi domande, gli basta sia comprato un giocatore. Rientra nei termini anche Pallotta. La sua Roma stata la migliore e forse la pi sfortunata dell’era moderna, tante volte seconda, tante volte terza da aver fatto pensare che finire di vincere era appena un dovere. Ma il calcio ha fatto per tutti un salto di qualit, non basta avere comandanti ricchissimi, qualcuno dovr comunque rimetterci. Uno vince, 5 perdono. In un mondo di ricchi e di debiti la domanda torna a essere quella di 30 anni fa, siamo all’opposto della Silicon Valley, che sembra l’unica modernit: quanto costa per un presidente l’amore? Il consenso? In sostanza, se vuoi vincere, il calcio un lusso o un’ opportunit?

31 marzo 2019 (modifica il 31 marzo 2019 | 23:18)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




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Inter, ci vuole Conte per ripartire. E i dubbi sul Milan dopo il ko a Marassi


Sar Conte il prossimo allenatore dell’Inter. Non una notizia, una mia convinzione maturata sui mormorii e le abitudini di un calcio che conosco. Nello specifico sto parlando di un metodo di ricostruzione dell’Inter e di quello che rende difficilissimo pensarlo adesso. Faccio un esempio. Nell’Inter presente Nainggolan fuori, Icardi sospeso tra l’andata e il ritorno. Se arriva Conte il primo giocatore che chieder certamente sar Nainggolan, il secondo Icardi.

Questo condiziona gusti e comportamenti, vere e proprie leggi di gestione aziendale. Siamo ad aprile, a maggio finisce il campionato: l’Inter sa per forza oggi chi sar il suo allenatore a luglio. E se lo sa ha anche una squadra in mente. Credo che questa sia la parte pi difficile del presente, gestirlo in funzione della resistenza, non dello sviluppo. Di opinioni di persone competenti ma opposte. Il caso Icardi adesso solo questo: a chi piace? Al vecchio o al nuovo?

un problema che riguarda altre grandi squadre imperfette, il Milan di Gattuso e Leonardo, la Roma di nessuno. Altro esempio: ha senso parlare di Gattuso o ha un senso molto pi completo chiedersi dell’intera struttura milanista? Cio, il Milan, tutto il nuovo Milan, funziona negli uomini e negli atti? E se s, perch Gattuso e la parte tecnica non si parlano o si parlano male? L’errore profondo, vale pi di un acquisto di mercato. Non c’ Gattuso e basta in fondo a questa stagione, sarebbe non serio pensarlo, c’ un esperimento complessivo, dal presidente alle banche.

Ha funzionato? E dove, quanto? Il calcio ormai cos costoso da essere diventato indiscutibile. Nel momento del populismo, il popolo che ha inventato i social non si fa pi domande, gli basta sia comprato un giocatore. Rientra nei termini anche Pallotta. La sua Roma stata la migliore e forse la pi sfortunata dell’era moderna, tante volte seconda, tante volte terza da aver fatto pensare che finire di vincere era appena un dovere. Ma il calcio ha fatto per tutti un salto di qualit, non basta avere comandanti ricchissimi, qualcuno dovr comunque rimetterci. Uno vince, 5 perdono. In un mondo di ricchi e di debiti la domanda torna a essere quella di 30 anni fa, siamo all’opposto della Silicon Valley, che sembra l’unica modernit: quanto costa per un presidente l’amore? Il consenso? In sostanza, se vuoi vincere, il calcio un lusso o un’ opportunit?

31 marzo 2019 (modifica il 31 marzo 2019 | 23:18)

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