Innovazione, nasce Made, supercentro del Politecnico di Milano


«Oggi abbiamo costituito il Competence center per aumentare la competitività dell’ecosistema. Qui c’è un pezzo di Pil che si è assunto la responsabilità di fare innovazione». Cosi ieri il rettore del Politecnico di Milano Ferruccio Resta ha presentato Made, Competence center guidato dall’ateneo che ha come partner 39 imprese, quattro università (oltre a quella milanese, Brescia Bergamo e Pavia) e l’Inail, e che dispone di 22 milioni di finanziamento triennale complessivo, 11 dal Ministero dello sviluppo economico e 11 da privati, di cui 14 saranno destinati ad attrezzature e personale e 8 a progetti di ricerca applicata e trasferimento tecnologico.

Industria 4.0

I Competence center sono otto in tutta Italia e fanno parte del Piano Industria 4.0, poi diventato Impresa 4.0. Si tratta di centri che hanno il compito di consentire alle piccole e medie imprese di acquisire le competenze per partecipare alla rivoluzione industriale in atto. Con finanziamenti pubblici pari a 73 milioni in tre anni, svilupperanno diverse specializzazioni: compito di quello di Milano è l’innovazione digitale. «Il Politecnico e il sistema universitario sono uno dei nostri grandi valori», ha detto Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia, «ricerca e adeguamento tecnologico sono fondamentali affinché la nostra regione continui a essere la vera forza propulsiva d’Italia».

Istruzione e lavoro

«Ruolo dell’università è oggi essere punto di riferimento per lo sviluppo gestendo tre obiettivi: fare ricerca, diffondere formazione e cultura, attrarre e stimolare capacità di innovazione», ha detto Resta. Il Politecnico mette a disposizione da settembre oltre 2 mila metri quadri nel Campus Bovisa, con 14 isole tecnologiche dove, ha spiegato Marco Taisch, presidente del Competence center, le Pmi «potranno ricevere orientamento e “toccare con mano” i tasselli dell’innovazione digitale, e prendere parte a una formazione con modalità pratiche». In queste isole le 39 imprese partner del progetto mostreranno ad altre imprese, potenziali utenti o clienti, cosa è possibile fare con le nuove tecnologie. Così una mostrerà come progettare un prodotto attraverso la realtà aumentata, in un’altra sarà possibile verificare come la robotica collaborativa può aiutare nei processi di assemblaggio o come big data e cybersecurity possono migliorare qualità e prestazioni degli impianti. Made, ha aggiunto Taisch, «sarà un centro di rilevanza internazionale. Obiettivo è raggiungere in tre anni più di 10 mila persone, erogare 86 mila ore-uomo di formazione, sostenere quasi 400 progetti e 200 valutazioni digitali coinvolgendo circa 15 mila aziende italiane, l’80% rappresentato da Pmi, che verranno contattate una volta operativo il centro». Per molte, ha aggiunto Giulio Pedrollo, vicepresidente di Confindustria «porte di accesso con test iniziali saranno i Digital innovation hub, sempre previsti dal Piano Industria 4.0. Un network in espansione: la nostra associazione ne ha già promossi oltre 20». I 39 partner privati che detengono la maggioranza nella società consortile non a fini di lucro del centro e in consiglio, potranno crescere di numero. Oggi ci sono da Adecco a Bosch, da Brembo a Comau, da Fpt industrial (Exor-Fca) a Ibm, da Sap a Siemens, da Stmicroelectronics a Whirlpool. Dice Resta: «Fra un anno o due potranno essere anche 80. Noi lo auspichiamo».

12 gennaio 2019 (modifica il 12 gennaio 2019 | 18:13)

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