Inflazione, solo i prezzi del carrello spesa accelerano a febbraio (+1,6%). Stime al ribasso per il dato generale


Accelerano a febbraio i prezzi dei prodotti di largo consumo, che compongono il cosiddetto carrello della spesa delle famiglie italiane. Lo riferisce l’Istat, che ha comunicato le stime definitive sull’inflazione a febbraio. I beni alimentari, per la cura della casa e della persona passano da +0,6% a +1,6% e i prodotti ad alta frequenza d’acquisto da +0,8% a +1,5%, con entrambi che si portano al di sopra dell’inflazione generale, che l’Istat ha rivisto al ribasso a febbraio dopo le stime preliminari.

Volano le verdure fresche: +18,4%

In controtendenza all’andamento generale i prezzi delle verdure fanno segnare un aumento del 18,4% rispetto allo scorso anno, per effetto del clima pazzo che ha sconvolto i raccolti e ridotto le disponibilit sui mercati. quanto afferma la Coldiretti, a commento dei dati Istat sull’inflazione a febbraio, nel sottolineare la diversa situazione per produzioni frutticole come le clementine con prezzi all’origine molto bassi, su valori inferiori ai 20 centesimi di euro al chilogrammo. Sulle verdure, sottolinea la Coldiretti, si scontano gli effetti del maltempo che ha colpito la Penisola con gelo, neve e vento, alla quale seguita un’anomala ondata di calore che sta mandando in tilt le coltivazioni di ortaggi, mentre mandorli e albicocchi sono in fiore e i peschi pronti a sbocciare.

Inflazione generale

Secondo i dati definitivi l’indice nazionale dei prezzi al consumo, al lordo dei tabacchi, sono aumentati dell’1,0% su base annua (da +0,9% registrato nel mese precedente). La stima preliminare era +1,1%. Rispetto al mese precedente i dati definitivi segnalano un aumento dei prezzi dello 0,1%. L’inflazione acquisita per il 2019 – sottolinea l’Istat – +0,2% per l’indice generale, e -0,3% per la componente di fondo.

Nel complesso, l’accelerazione di un decimo di punto dell’inflazione a febbraio imputabile prevalentemente ai prezzi dei Beni alimentari non lavorati (da +1,7% a +3,7%) e dei Tabacchi (da +2,9% a +4,5%) e in misura minore ai prezzi dei Beni alimentari lavorati (da una variazione tendenziale nulla a +0,5%) e dei Beni energetici non regolamentati (da +0,3% a +0,8%); questi andamenti sono stati in larga parte bilanciati dal rallentamento dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,2% a +0,9%) e dall’aumentata flessione di quelli dei Servizi relativi alle comunicazioni (da -2,0% a -4,8%).
L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, decelera lievemente da +0,5% a +0,4%, mentre quella al netto dei soli beni energetici accelera da +0,6% a +0,7%.

Il dato congiunturale

Il leggero aumento congiunturale dell’indice generale dovuto principalmente alla crescita dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (+1,3%), dei Tabacchi (+1,5%) e dei Beni energetici non regolamentati (+0,6%), solo in parte bilanciata dal calo dei prezzi dei Servizi relativi alle comunicazioni (-2,7%). L’inflazione torna ad accelerare in modo marcato per i beni (da +0,7% a +1,3%), mentre rallenta per i servizi (da +1,1% a +0,7%); pertanto rispetto al mese di gennaio il differenziale inflazionistico tra servizi e beni torna negativo e pari a -0,6 punti percentuali (era +0,4 nel mese precedente).


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