India-Italia sull’erba, la nuova Coppa Davis è amarcord


Quando l’erba ricopriva la maggior parte della superficie del pianeta tennis, l’India era una signora squadra di Coppa Davis. Tre finali (‘66, ‘74, ‘87), zero titoli: con la Romania, l’unico Paese ad aver tentato pi di un arrembaggio senza mai avere successo. La ritroviamo da venerd sull’erba di Calcutta nella versione reloaded dell’insalatiera riempita di soldi: il gruppo Kosmos di Gerard Piqu ha promesso all’Itf 3 miliardi di dollari spalmati sui prossimi 25 anni, un montepremi annuale di 20 per i giocatori e 22 per le Federazioni.

Tramontata la generazione dei Krishnan, degli Amitraj e dei Bhupathi (oggi c.t.), dall’altra parte della rete cinque nomi scioglilingua: Prajnesh Gunneswaran (n. 102 uscito al primo turno dell’Australian Open), Ramkumar Ramanathan (n. 133 e primo indiano dopo 20 anni a raggiungere una finale Atp a Newport 2018), Saketh Myneni (n. 260, riserva), Rohan Bopanna e Divij Sharan, n. 37 e n. 40 del ranking di doppio, il punto forte della squadra insieme al fattore campo. Quando l’Italia orba di Fognini ha raggiunto per gli allenamenti il Calcutta South Club (100 anni di attivit, auguri), pare che a Cecchinato (n. 19), Seppi (n. 37), Berrettini (n. 53), Fabbiano (n. 85), Bolelli (n. 133) e a capitan Barazzutti sia crollata la mascella: mai vista un’erba cos alta e selvaggia, altro che la perfetta tosatura di Wimbledon. Domani e sabato (il format ha cancellato la domenica, che diventa giorno di riserva), due set su tre (e sabato si ricomincia con il doppio), insomma, non sar facile bench i precedenti siano molto azzurri: Italia-India 5-1 in 91 anni di storia di Davis, da De Morpurgo e De Stefani (1928) a Gaudenzi e Sanguinetti (1998). L’unica vittoria l’India l’ha ottenuta in casa, proprio a Calcutta, nel 1985. Con due c.t. molto affascinanti e molto vintage in panchina, Adriano Panatta e Vijay Amritraj (capitano giocatore), fin 3-2 per gli ospiti, e senza troppe cortesie (non c’era tie break): sotto 2-0 dopo i singolari, il doppio (Ocleppo/Claudio Panatta) rianim la sfida, ma fatale fu Cancellotti.

Sfida d’antan, roba per intenditori, India-Italia sull’erba. Il campo molto rapido, la palla rimbalza bassa. Sono tranquillo — annuncia Barazzutti dal sub-continente —. Sul verde non si gioca molto nel circuito, solo quattro settimane all’anno, ma posso contare su giocatori che si adattano bene ai prati. Senza Fognini, il numero uno Marco Cecchinato, che torna in Davis dopo due anni e mezzo (esordio contro la Svizzera a Pesaro a risultato acquisito nel 2016) e la strepitosa stagione scorsa: Non sento pressione, solo belle sensazioni. Certo la scelta degli avversari non ci aiuta, per siamo un gruppo forte. Obiettivo qualificarsi per le finali Davis di novembre. Scrivendo un’altra paginetta di storia.

30 gennaio 2019 (modifica il 30 gennaio 2019 | 23:00)

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