Inchiesta e crisi rifiuti in Campania, fratello ex sindaco figura chiave –


È un «colletto bianco» da sempre operante nel settore dei rifiuti, il 48enne Carlo Savoia, fratello di un ex sindaco del Casertano e in passato presidente di una società di rifiuti risultata infiltrata dalla camorra, la figura chiave dell’indagine della Direzione Distrettuale della Procura della Repubblica di Napoli su appalti pilotati per centinaia di milioni e traffico di rifiuti, che ieri ha portato il Noe ad eseguire decine di perquisizioni tra Napoli e Caserta. Tra gli amministratori perquisiti il sindaco di Caserta Carlo Marino.

Secondo la procura Antimafia, Savoia, fratello dell’ex sindaco di Sant’Arpino, sarebbe al centro di un vasto traffico organizzato di rifiuti proveniente da Napoli e diretto verso il Nord – al contrario di quanto avveniva nel recente passato – in particolare verso il Veneto, con il coinvolgimento dell’imprenditore vicentino Denis Baldan, gestore di due impianti di trattamento di rifiuti non pericolosi. L’imprenditore casertano avrebbe inoltre influenzato, per gli inquirenti, le gare in numerosi comuni per farle aggiudicare alle sue aziende.

In particolare per i pm Maurizio Giordano e Fabrizio Vanorio, coordinati dall’Aggiunto Luigi Frunzio, Savoia, in qualità di amministratore unico della Xeco srl, società che si occupa di smaltimento e trattamento di rifiuti di varie categorie, avrebbe agito, «predisponendo i relativi bandi di gara o parte essenziali degli stessi (requisiti di partecipazione o punteggi tecnici) col contributo illecito di pubblici funzionari, tra cui Carlo Marino (sindaco di Caserta), Marcello Iovino (dirigente del Comune di Caserta), Paolo Galluccio, assessore del Comune di Aversa dal 2016 al 2017 (anche se Galluccio aveva la delega ai Servizi sociali nel periodo in cui è stato assessore e non quella all’Ambiente, ndr)».

L’imprenditore avrebbe anche sfruttato «i suoi consolidati rapporti di affari e politici con Nicola Ferraro (ex consigliere regionale dell’Udeur, condannato per concorso esterno in associazione camorristica) e Nicola Cosentino (condannato per concorso esterno in associazione mafiosa)». Proprio Cosentino, è emerso durante il processo all’ex sottosegretario, avrebbe indicato Savoia quale presidente di Eco4, la società controllata dai fratelli imprenditori, risultati vicini al clan Bidognetti, Sergio e Michele Orsi (quest’ultimo ucciso dall’ala stragista di Giuseppe Setola), che nei primi anni duemila si aggiudicò senza gara gli appalti per la raccolta dei rifiuti in una ventina di comuni del Casertano.


Mercoledì 14 Novembre 2018, 11:20 – Ultimo aggiornamento: 14-11-2018 18:40
© RIPRODUZIONE RISERVATA


https://www.youchannel.org/feed/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *