In zona Spalletti – Corriere dello Sport –


Segna Icardi e inquadrano subito Wanda l’opinionista di famiglia che urla “Bravo!” Segue bacio. Segna all’ultimo, Maurito, che sente la porta avversaria come pochi. Segna sfruttando una delle rare dormite della difesa del Milan in quella che può essere ridefinita la zona Spalletti, dal momento che l’Inter ha già segnato sette gol nei quindici minuti finali, più di ogni altra squadra in questo campionato: può andare tranquillamente in archivio Renato Cesarini, altro argentino – come scrisse Baricco, “quando dai il tuo nome a un pezzetto di Tempo – il quale è solo Dio, dice la Bibbia – qualcosa nella vita hai fatto”.
L’Inter, concentratissima e aggressiva, oltre che fisica e sbrigativa, tanto più ammirevole quanto più vicina al senso della partita e della stagione, ha meritato la vittoria perché ha fatto più del Milan, in particolare nel secondo tempo quando la squadra di Gattuso si è abbassata – o è stata costretta ad abbassarsi – isolando inevitabilmente Higuaìn. Neppure l’ingresso di Cutrone per Calhanoglu è servito a dare una mano o semplicemente un po’ di compagnia all’argentino poiché Gattuso ha chiesto al ragazzo di muoversi prevalentemente sulla sinistra.
Al Milan dopo l’intervallo è mancato certamente il coraggio, l’Inter se n’è accorta, ha alzato la difesa e ha preso a spingere con maggiore energia e continuità aprendo il campo e investendo sul lavoro degli esterni: Politano è cresciuto parecchio, da qualche settimana a questa parte ha capito di potersela giocare ai livelli più alti.
Quando si alza la posta l’Inter lascia immutato il registro, anche se diventa impaziente; il Milan ancora non ci riesce, talvolta si dimentica di palleggiare come sa fare benissimo e inevitabilmente corre dei rischi.
Il weekend ha riaffermato il valore di Napoli e Inter, ma anche quello della Lazio che ha legittimato la propria presenza nella zona che conta: a uscirne peggio sono la Roma e il Milan, squadre per le quali ogni dubbio che cade ne crea dei nuovi.


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