In Sardegna il Dna più antico d’Europa, somiglianze con i baschi


Per trovare tracce del Dna più antico d’Europa occorre recarsi in Sardegna, in particolare nelle aree interne dell’Ogliastra e della Barbagia. Qui gli abitanti conservano ancora la maggiore percentuale continentale del patrimonio genetico delle popolazioni neolitica di contadini dal Medio oriente e pre-neolitica di cacciatori-raccoglitori che vivevano in Europa fa prima dell’arrivo 7-10 mila anni fa delle genti provenienti dalle steppe euro-asiatiche che si diffusero a partire dall’età del bronzo.


Dna antico

Gli attuali sardi hanno un patrimonio genetico che deriva in gran parte dai primi contadini neolitici, ma con contributi rilevanti dei cacciatori-raccoglitori pre-neolitici. Quest’ultima percentuale genetica è la maggiore rispetto a tutte le attuali popolazioni europee. «Al contrario delle popolazioni europee attuali, la popolazione sarda presenta un contributo molto limitato da parte di popolazioni provenienti dalle steppe che si sono diffuse nel continente europeo nell’età del bronzo, mischiandosi con le popolazioni preesistenti e diluendo i contributi più antichi», spiega il prof. Cucca. «L’affinità con i contadini neolitici e, in misura minore, con i cacciatori-raccoglitori preneolitici, suggerisce anche che la Sardegna è una potenziale riserva di antiche varianti genetiche appartenenti alla linea basale proto-europea, che sono attualmente molto rare o potrebbero addirittura essere andate perdute nell’Europa continentale. Tali varianti forniscono uno strumento fondamentale per lo studio di malattie con una base genetica».

18 settembre 2018 (modifica il 18 settembre 2018 | 11:18)

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