Il tramonto di Federer. Ha fatto tutto prima e meglio: senza la luce di Roger sarà un tennis più povero


Un mondo senza Roger Federer, cio senza lampi di luce, non necessariamente un mondo di tenebre, per pi buio. Strizzando gli occhi per vedere, ci abitueremo allo strapotere atletico di Novak Djokovic, alle bordate di Sasha Zverev, alla vodka servita ghiacciata da Karen Khachanov, al muscolo di Borna Coric, al ciuffo biondo sugli occhi di Denis Shapovalov e al bel rovescio monomano di Stefanos Tsitsipas, gli allievi che hanno lavorato ai fianchi fino allo sfinimento il maestro e che, insieme all’ufficio dell’anagrafe, ne hanno decretato la fine. Rafa Nadal non nel gruppo perch il nio non sopravviver a lungo al ritiro di Federer. Sono gemelli siamesi dotati di vita propria (un mistero per la scienza): se togli alla formula dell’acqua l’atomo di idrogeno, H2O non ha pi alcun senso.

Sar un tennis pi povero, senza Roger. La vole bassa di dritto la gioca anche Tsitsipas, l’ace al centro lo produce pure la ferriera di Zverev, il passante coperto di rovescio (una creazione dell’ultimo periodo) una delle specialit di casa Shapovalov. Il problema che Federer — come se il suo campionario si esaurisse qui — ha fatto tutto prima, e meglio. Il SABR (sneak attack by Roger), cio l’attacco in avanzamento veloce, di solito sulla seconda palla dell’avversario, con chiusura del punto a rete, l’ha inventato lui. Venti titoli Slam, fin qui, non li ha vinti nessuno. E anche se Djokovic o Nadal ci arrivassero — possibile —, taglierebbero il traguardo secondi (se il Djoker, il pi giovane degli Immortali, ne conquista pi di venti, ne riparliamo).


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Passaggio di consegne


Al di l dei numeri e dei fatti, per, c’ una parte di eredit di Roger Federer che nessuno pu raccogliere. Anche al netto della retorica e di una certa letteratura agiografica, al di fuori dello svizzero non esiste nella storia alcun tennista che sia stato, allo stesso tempo, estetica e critica della ragion pura (certi colpi sfuggono alla logica), tesi e antitesi, idolo pagano ed esperienza. A veder giocare Federer si va con l’emozione del balletto alla Scala, della cena tre stelle Michelin, dell’anticamera della Cappella Sistina. N un teatro n un ristorante n un museo qualsiasi. Al peso specifico della leggenda contribuisce l’et (38 anni l’8 agosto): la longevit un aspetto che oggi d a Federer la fascinazione della reliquia trasportata in giro con i guanti di velluto per non sgualcirla.

Sar fondamentale non guastare l’addio vero e definitivo alla fine di questo lungo addio iniziato a Melbourne e diretto sul veloce dei tornei americani di primavera (Miami, Indian Wells). Ma tanto, ormai, nella dimensione ultraterrena in cui abita, ogni starnuto capolavoro.

Ecco perch il tennis, dal giorno in cui Roger Federer avr depositato il suo ultimo quindici su un campo da tennis, non sar pi lo stesso.

20 gennaio 2019 (modifica il 21 gennaio 2019 | 08:06)

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