Il Terzo Valico, Toninelli e l’ambientalismo flessibile dei 5 Stelle


Il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli sostiene che il terzo Valico, il tunnel per portare l’Alta velocità tra Genova e Milano, non può che andare avanti, nonostante l’analisi costi-benefici sia negativa per circa un miliardo e mezzo. E spiega i dettagli.

I costi di uscita, cioè le spese già sostenute più le penali da pagare alle imprese, ammontano a 2,7 miliardi di euro (1,2 miliardi di spese già realizzate e 1,5 miliardi di penali), afferma il ministro, contro circa 1,575 miliardi di saldo negativo a regime tra costi e benefici. Ma i conti non tornano. O l’anlisi è stata male interpretata o il Movimento 5 Stelle è ambientalista alla bisogna.

Nel miliardo e mezzo di costi conteggiati, quasi due terzi (905 milioni), derivano da minori accise sulla benzina che non verrebbero incassate dallo Stato per via del cambio da modale da strada a ferrovia, spiega Toninelli. Avete capito bene: minori accise sulla benzina. Il ministro sta dicendo che l’Alta velocità tra Genova e Milano eliminerebbe un notevole numero di veicoli dalle strade. Quindi: meno traffico e meno emissioni, cioè meno inquinamento. Dovrebbe essere una buona notizia per un esponente di un governo che ha inserito nella manovra 2019 l’ecotassa, un prelievo da 150 a 3 mila euro, in base alle emissioni, per chi compra una nuova auto, mentre prevede incentivi per i veicoli meno inquinanti.

Coerenza (Cinquestelle) vorrebbe che i 905 milioni di mancati incassi per le accise sulla benzina non fossero considerati un costo, bensì un beneficio in termini di aria più pulita e strade meno congestionate, soprattutto sulla trafficatissima tratta tra il capoluogo lombardo e il mare.

13 dicembre 2018 (modifica il 13 dicembre 2018 | 22:03)

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