Il ritorno di Lindsey Vonn, la miglior difesa (se non sei al top) è l’attacco


Lindsey Vonn pu consolarsi: il rientro da un serio infortunio, nello sci, non raramente coincide con un ottimo risultato. E lei stessa l’ha sperimentato: un anno e mezzo dopo il Mondiale 2013 di Schladming, dove si fracass un ginocchio nella gara d’esordio, torn a Lake Louise e batt tutte le rivali. C’ allora curiosit per capire che cosa combiner da oggi nelle due libere e nel superG di Cortina, su una delle sue piste preferite, l’Olympia delle Tofane che l’ha gi vista trionfare 12 volte: ieri nella prima prova ha ottenuto il decimo tempo, nella seconda non scesa.

A 34 anni nulla semplice nemmeno per chi insegue il record di Ingemar Stenmark (86 primi posti; l’americana a 82). Ma stamane la Regina delle Dolomiti attaccher, magari immaginando di dover sfidare, oltre a una Stuhec o a una Mowinckel, quella Sofia Goggia che invece non ci sar e che conta di darle appuntamento al Mondiale in Svezia. Chiss se Lindsey si rammenter di quanto gi fatto da lei, oppure da altri rientranti-vincenti: nel passato, infatti, ci sono storie splendide. Fu addirittura straordinaria quella di Pirmin Zurbriggen, nel 1985 al Mondiale di Bormio: l’asso svizzero vinse a sorpresa l’oro della discesa 18 giorni dopo essere stato operato di menisco. In tempi pi recenti, la mente corre all’impresa di Aksel Lund Svindal, pluricampione ma anche pluri-infortunato: nel 2007 rischi di morire dissanguato a Beaver Creek, ferito dalla lamina di uno sci; ma un anno dopo, al rientro alle gare proprio sulla stessa pista, vinse prima in discesa e poi in superG.

Pare una trama dettata dal destino. E che dire di Marcel Hirscher? Nell’agosto 2017 si frattur un malleolo come Sofia Goggia. Temeva di aver perso la stagione, invece riusc a rientrare a novembre nello slalom di Levi: fu sesto, ma gi la volta dopo, nel gigante di Beaver, riprese lo scettro. E da quel giorno, come racconta Wikipedia e non la Fis perch l’austriaco ha negato il permesso alla federazione di diramare le sue statistiche, ha vinto quasi sempre.

Certo, a volte non va cos di lusso. Lara Gut, oggi in Behrami perch sposata con il capitano dell’Udinese, nel 2010 era una reginetta emergente: si ruppe l’anca destra e salt i Giochi di Vancouver, dove sarebbe stata tra le favorite. Punt al Mondiale 2011, ma port a casa solo due medaglie di legno. Succede. Serve anche pazienza, per tornare in alto. Hermann Maier l’ha avuta per risalire al vertice dopo il drammatico incidente in moto dell’estate 2001. Al rientro, nel 2003 e con un polpaccio ricostruito, Herminator fu solo 31 in gigante. Ma non ci mise molto a rivincere (a Kitz in superG, la stagione successiva) e a riprendersi la Coppa assoluta, capolavoro del 2004. La Vonn a fine carriera fa sapere di non ambire a tanto: le basta essere ancora incisiva. Pure lei ha avuto pazienza: alle avversarie — e l’Italia spera che in lista ci sia pure Nicole Delago — il compito di negarle il premio meritato.

17 gennaio 2019 (modifica il 17 gennaio 2019 | 22:37)

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