Il richiamo di Mattarella: «Conti solidi per tutelare i diritti sociali»


Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ora apre a modifiche in Parlamento sulla manovra per andare incontro alle richieste dell’Unione europea che, dopo aver bocciato la legge di Bilancio, si prepara a varare la procedura di infrazione per deficit eccesivo. Il responsabile di Via XX Settembre ha parlato «a nome del governo» in Senato e poi, nel pomeriggio, è arrivato anche un avvertimento lanciato dal Quirinale che ha ricordato a tutti la portata dell’articolo 81 della Costituzione sull’obbligo di pareggio del bilancio: «È evidente come senza finanze pubbliche solide e stabili — ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontrando i nuovi magistrati della Corte dei Conti — non risulti possibile tutelare i diritti sociali in modo efficace e duraturo, assicurando l’indispensabile criterio dell’equità intergenerazionale».

Sulla manovra, dunque, il governo corregge la rotta anche se nessuno ancora osa cancellare il «numerino» del 2,4% in relazione al rapporto deficit/Pil. Alla vigila della maratona parlamentare della manovra, che da oggi si sposta in Aula alla Camera, c’è poi da registrare un secondo avvertimento dai toni preoccupati che arriva dal presidente della Federal Reserve, Jerome Powell: tra «le fonti di rischio che possono innescare situazioni di stress in qualsiasi momento» sui mercati e sull’economia globale ci sono anche «le trattative sulla manovra economica tra l’Italia e l’Unione europea». Non siamo comunque gli unici «osservati speciali»: Powell, nel suo discorso all’Economic Club of New York, ha parlato anche di Brexit e dei dazi tra Usa e Cina. La cornice internazionale ed europea — oggi il vice premier Lugi Di Maio è atteso a Bruxelles dove parteciperà al consiglio Ue Competitività — avrebbe dunque convinto il governo Conte a una frenata: «Il Parlamento — ha detto Tria in Senato che poi ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle sue dichiarazioni — rimane il luogo istituzionale dove i miglioramenti alla proposta del governo possono essere realizzati e approvati».

Tria ha ripetuto che le priorità della manovra non cambiano ma ha aggiunto che queste si devono conciliare con la necessità «di non divergere dalle regole europee»: perché altri contraccolpi (leggi lo spread) potrebbe comportare ulteriori «effetti negativi sulla crescita e sulla politica espansiva facendo aumentare il costo di finanziamento del debito». Tria, infine, ha tirato in ballo gli impegni presi con la Ue dal predecessore Padoan: «Il governo precedente si era impegnato ad un percorso di aggiustamento prescindendo dal realismo del conseguimento. Il nostro bilancio programmatico ha deviato quindi perché non poteva confermare quell’impegno…». Renato Brunetta di Forza Italia applaude: «Bene Tria, operazione verità per riavviare il dialogo con la Ue». Risentito, invece, Matteo Renzi: «Tria ha perso la faccia, si è coperto di ridicolo».

28 novembre 2018 (modifica il 28 novembre 2018 | 23:24)

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