Il premier Conte incontra i vertici delle 13 aziende pubbliche


Primo: investire. Secondo: assumere. Sono queste le richieste che il premier Giuseppe Conte sta facendo alle 13 aziende a partecipazione pubblica convocate a palazzo Chigi presso la cabina di regia per gli investimenti. A ricevere l’invito arrivato luned scorso, sono stati gli amministratori delegati di Cassa Depositi e Prestiti, Eni, Enel, Leonardo, Poste Italiane, Ferrovie dello Stato, Snam, Terna, Saipem, Ansaldo Energia, Fincantieri, Italgas, Open Fiber. L’obiettivo del governo rendere pi credibili i numeri della Nota di aggiornamento al Def (Documento di economia e finanza) relativi alla crescita nel prossimo triennio, finora criticati da istituzioni come Banca d’Italia, l’Ufficio parlamentare di bilancio e il Fondo monetario internazionale, per le quali sono troppo ottimistiche.

Alle aziende partecipate viene richiesto di indicare quali investimenti aggiuntivi rispetto a quelli inseriti in manovra e a quelli gi previsti dai loro piani strategici, possono rendere disponibili. Al governo interessa anche facilitare questi impegni agendo tanto sul fronte degli intoppi normativi e burocratici che potrebbero impedirne l’attuazione, ritoccando il Codice degli Appalti, quanto su quello finanziario. A quest’ultimo scopo dovrebbe servire l’utilizzo della leva messa a disposizione da Cassa depositi e prestiti che dunque si colloca al centro di questa mobilitazione di risorse aggiuntive che dovrebbe ammontare a 15 miliardi, met dei quali a carico delle partecipate. Ma non basta.

L’esecutivo, rappresentato nell’incontro anche dai vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, e dai ministri dell’Economia, Giovanni Tria e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, vuole anche testare le potenzialit della riforma della legge Fornero. Alle aziende partecipate fatta richiesta di proiettare l’applicazione di Quota 100 sui propri piani di pensionamento, ipotizzando a fronte delle probabili uscite, le possibili assunzioni. L’intento dell’esecutivo dimostrare che la riforma non fa saltare gli equilibri previdenziali, come ritiene invece l’Unione europea.

10 ottobre 2018 (modifica il 10 ottobre 2018 | 17:14)

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