Il populismo? Fa male anche alle aziende e al loro business


Terrorismo e populismi colpiscono anche l’economia e nel 2019 l’Europa non potrà ignorare questi due fattori di rischio che creano vulnerabilità non solo a livello sociale ma anche per le aziende che operano nei territori colpiti da questi fenomeni. Sono le evidenze dell’edizione 2019 della«Risk Map for Political Risk, Terrorism and Political Violence», realizzata dal gruppo della consulenza Aon, in collaborazione con Continuum Economics e con The Risk Advisory Group.
La ventiduesima edizione della ricerca delinea un quadro che quest’anno si è ulteriormente inasprito a causa della rinascita di una politica di matrice populista, che ha incoraggiato cambiamenti politici potenzialmente divisionisti e potrebbe alimentare ideologie estremiste, sfidando l’ordinamento europeo. Tutti nodi che stanno creando nuovi rischi per il mondo economico globale. Sarah Taylor, a capo del Political Risk e Structured Credit di Aon, spiega: «Le aziende che operano in aree dove il rischio politico è elevato dovrebbero avere un’assicurazione in grado di coprirle contro le decisioni governative che possano portare alla cancellazione di contratti, quando vengono introdotte misure che creano barriere commerciali e contro tutte quelle azioni di governo che limitano le operazioni di business e/o gli investimenti».

L’andamento degli attacchi terroristici compiuti o sventati nel mondo dal 2016 al 2018
L’andamento degli attacchi terroristici compiuti o sventati nel mondo dal 2016 al 2018

I risultati

Dalla ricerca si evince che il 16% degli attacchi terroristici nel 2018 ha colpito direttamente o ha avuto un impatto diretto sul business, mentre gli attacchi da parte degli Stati islamici in Europa e Nord America si sono dimezzati tra il 2017 e il 2018, ma anziché diminuire a livello globale, si sono concentrati altrove.
D’altro canto il populismo non è più una questione marginale in Europa: undici Paesi europei hanno ora partiti populisti al governo e in 33 Paesi europei i partiti populisti detengono in media il 22% dei voti. Nei Paesi in cui politiche di stampo populista hanno portato maggiori ostacoli al commercio è poi aumentata la possibilità di iniziative politiche volte ad ostacolare i contratti già stipulati, costringendo al contempo le aziende a rivedere le loro supply chain per l’aumento dei dazi e delle barriere commerciali.
Tensioni sociali legate all’aumento dell’immigrazione portano inoltre rischi anche per le imprese europee che operano a livello mondiale, con aree come l’Africa subsahariana e l’America Latina particolarmente esposte a ingerenze governative che possono incidere sulla capacità delle imprese di investire e operare a livello internazionale.


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