Il piano strategico di Terna: 6,2 miliardi di investimenti in Italia


La transizione energetica passa dal potenziamento delle reti. Con quest’ottica va letto il nuovo piano industriale di Terna, che cerca di accompagnare il Paese nella transizione energetica, caratterizzata dal ruolo crescente delle fonti rinnovabili e dall’uscita dal carbone a partire 2025. Il piano strategico 2019-2023 prevede 6,2 miliardi di euro di investimenti in Italia, il 20% in pi rispetto al precedente. L’amministrazione delegato Luigi Ferraris, in occasione della presentazione a Milano, lo ha definito un piano sostenibile e pi robusto del precedente. L’obiettivo sviluppare la rete di trasmissione nazionale e le interconnessioni con l’estero, rinnovare gli asset e migliorare la qualit del servizio e l’efficienza. Il piano si articola attorno a quattro concetti cardine: sostenibilit, territorio, innovazione e persone.

Il dividendo

I ricavi della societ sono previsti in miglioramento del 4% annuo nell’arco di piano, fino a raggiungere quota 2,7 miliardi nel 2023. Il margine operativo lordo crescer allo stesso ritmo del fatturato, toccando i 2 miliardi a fine periodo. In costante progresso anche l’utile netto che consentir una politica di remunerazione agli azionisti ancora pi generosa del passato, con un incremento medio annuo del dividendo per azione tra il 2019 e il 2021 pari al 7% rispetto alla cedola staccata per l’esercizio 2018 (23,32 centesimi). Per il 2022 e il 2023 si punta a un pay-out del 75%, con un monte dividendi minimo non inferiore a quanto sar corrisposto per il bilancio del 2021.

Il bilancio

Terna ha chiuso lo scorso anno con un utile netto di 706,6 milioni di euro, in aumento del 2,7% rispetto al 2017. I ricavi sono ammontati a poco meno di 2,2 miliardi di euro (+1,6%), l’ebitda 2018 di 1,65 miliardi (+2,9%). Ferraris si definito soddisfatto per i risultati conseguiti nel 2018, anno in cui sono stati raggiunti tutti gli obiettivi economici prefissati, raggiungendo risultati che costituiscono la base del nuovo piano. Degli investimenti previsti, 3 miliardi sono destinati allo sviluppo della rete elettrica nazionale (tra cui i progetti di rafforzamento degli elettrodotti Colunga-Calenzano, di Gissi-Foggia e l’avvio del rafforzamento del collegamento tra Sardegna-Corsica e penisola italiana). Il 60% delle nuove linee, ha spiegato Ferraris , sar totalmente invisibile e quindi con ridotto impatto ambientale. Altri 2 miliardi sono dedicati ad attivit di rinnovo ed efficienza. Infine, 1 miliardo va al Piano di Difesa, per realizzare e installare dispositivi per aumentare sicurezza e stabilit della rete.


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