Il piano di Modiano per mettere in sicurezza di Carige L’Economia domani gratis


Il piano del presidente Pietro Modiano per mettere in sicurezza di Carige è sulla rampa di lancio. Il consiglio d’amministrazione della banca ligure si riunirà, secondo fonti vicine all’istituto, giovedì prossimo con all’ordine del giorno l’approvazione del piano di conservazione del capitale che dovrà essere presentato alla Bce entro il giorno successivo. Della vicenda dell’ex Cassa di Risparmio di Genova e Imperia si occupa il nuovo numero dell’Economia, il supplemento del Corriere della Sera in edicola domani gratis, che si apre con un’analisi di Ferruccio de Bortoli sul futuro dell’istituto, entrato in crisi a causa di una politica espansiva del credito in un momento poco favorevole dell’economia, messa in atto dalle precedenti gestioni. «Il lancio di un bond subordinato di 400 milioni, garantito dallo schema volontario del Fondo interbancario, ovvero dalle altre banche — scrive de Bortoli — è un segnale forte del sistema creditizio». Il nuovo piano di conservazione del capitale, chiesto dalla Vigilanza europea dopo la bocciatura di quello presentato a giugno dall’ex amministratore delegato Paolo Fiorentino, avrà appunto la sua architrave nella manovra di rafforzamento patrimoniale da 400 milioni di euro, che si articolerà nell’emissione di un bond subordinato compreso tra 320 e 400 milioni di euro e un successivo aumento di capitale da 400 milioni, che riassorbirà l’obbligazione. Una manovra che metterà finalmente in sicurezza la banca. Prosegue de Bortoli: «Il prestito verrà poi restituito in primavera con un aumento di capitale di pari importo. Un rilancio che non potrà non avvenire senza una fusione con un istituto più grande». Il board si riunirà alla vigilia dell’assemblea dello Schema Volontario del Fondo Interbancario (Fitd) che dovrà approvare la sottoscrizione del bond per 320 milioni di euro.

Di Europa, regole e numeri ma anche dell’isolamento, per nulla splendido, in cui versa l’Italia, riflette sull’Economia anche l’economista Nicola Rossi dell’Istituto Bruno Leoni, autore del Superindice che misura la nostra divergenza, sempre più ampia, dagli altri Paesi della zona euro. E ancora, in primo piano sul supplemento economico del Corriere il destino delle grandi reti. Dalla banda larga che incrocia la nuova battaglia per il controllo di Telecom Italia, a Wall Street, con la crisi dei titoli tecnologici. Dopo una lunga stagione di invincibilità, anche Mark Zuckerberg e Tim Cook hanno qualche problema e spaventano il mercato, dove gli operatori si sono forse convinti (ma hanno davvero ragione?) che la Fed possa decidere di interrompere la serie di rialzi dei tassi di interesse. Per chi vuole investire in modo alternativo ecco allora una lista di consigli e di idee tra arte e beni rifugio. Anche con un budget ridotto, da diecimila a cinquantamila euro, si possono trovare orologi, oro e opere su carta di autori famosi o emergenti che fanno al caso di chi desidera puntare sulla bellezza per proteggere il capitale. Infine, in copertina, l’appello di Francesco Mutti, il nuovo presidente di Centromarca e amministratore delegato dell’azienda di conserve alimentari: l’Italia resta un bellissimo marchio, che brilla molto soprattutto all’estero. Non sprechiamolo e investiamoci ancora: «Serve un impegno da parte di tutti perché nel 2030 ci sia un Paese che cresce di più», dice Mutti. L’imprenditore, alla guida dell’impresa di famiglia dall’età di 26 anni, di made in Italy se ne intende. La sua dinastia ha fatto della salsa di pomodoro, una tipica commodity alimentare italiana, un brand di qualità, che nel 2017 ha fatturato 278 milioni di euro.

24 novembre 2018 (modifica il 24 novembre 2018 | 21:24)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




http://xml2.corriereobjects.it/rss/economia.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *