Il Milan ha perso le sue sicurezze. Leonardo: «Il nostro futuro? Ci sono due mesi per giocarsi tutto»


L’unica cosa da fare, in questi casi, cercare di rimettere insieme i pezzi. Radiografando le situazioni, analizzando gli errori, parlandosi in faccia. Quello che si provato a fare ieri mattina a Milanello, quando Leonardo e Maldini hanno incontrato la squadra all’indomani della batosta di Genova. Un segnale di vicinanza e di sostegno che far bene a tutti, apprezzato per primo da Gattuso, in coda a un weekend nel quale s’ sbagliato tutto: in campo, dove contro la Samp s’ vista una delle versioni peggiori del Milan degli ultimi tempi, ma anche fuori, con quello sfogo di Rino che di certo non ha contribuito a rasserenare il clima.

Sabato notte, a Marassi, dopo la partita, tornando su quell’uscita del tecnico di venerd (fra due mesi parler io) Leo ha cercato di stemperare la situazione: Il suo futuro oggi non la priorit. Le sue parole le abbiamo prese con molta tranquillit. Vincere con lui sarebbe bellissimo, poi, chiaro, due mesi nel calcio sono un’eternit. Ma non per lui, per tutti noi. Due mesi decisivi, esatto. Per il Milan come per Gattuso. In caso di mancata Champions l’addio praticamente una certezza, nonostante il contratto fino al 2021. Ma non detto che basti. Molto, tutto, dipender da queste 9 partite di campionato ma anche dall’esito della Coppa Italia, sulla quale Elliott punta moltissimo. Un trofeo un trofeo.

Una cosa certa, il fine settimana si concluso un po’ meglio di com’era iniziato: almeno una delle due inseguitrici, la Roma, ha perso punti. Poteva andare peggio.

Un altro lato positivo poi che si gioca subito: l’Udinese a San Siro marted, quando rientreranno Paquet e Kessie, poi la Juve sabato a Torino. Meglio cos. Vecchia infallibile regola dello sport: cadi dal cavallo, risali sul cavallo, acchiappa la paura prima che lei acchiappi te. Occorre una reazione: netta, immediata, indiscutibile. Dei singoli e anche del gruppo. Lo snodo complicato, c’ poco da dire. Il Diavolo arranca. E l’Europa non aspetta. Non sempre le avversarie dirette si faranno male da sole.

La verit che il Milan un’altra squadra rispetto a un mese fa. Impaurita, scarica, nervosa. Questione pi mentale che fisica, si direbbe a osservare i dati di rendimento atletico. Ma in verit soprattutto una questione di risultati, perch a due mesi dalla fine contano solo quelli. Ora troppo tardi per tutto. C’ una difesa da sistemare — e qui l’erroraccio di Donnarumma va letto in maniera onesta: quante volte stato decisivo? — ma anche una manovra offensiva da riorganizzare. Piatek, un gol in 4 partite, troppo solo. L’altro giorno il babbo Wladislaw ha parlato cos: Per Kris cambiare indispensabile, vuol dire crescere. La societ rossonera tenga il suo passo. Occhio, Diavolo. Due mesi. Per tutto.

31 marzo 2019 (modifica il 31 marzo 2019 | 23:03)

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