Il Milan adesso corre ma la svolta decisiva deve ancora arrivare


Vincente s, convincente meno. Dalle porte dell’inferno a quelle del paradiso: in sole 72 ore il Milan ha capovolto uno scenario che appariva irrimediabilmente compromesso, i 6 punti levati alle genovesi hanno restituito entusiasmo a un ambiente che fra derby e Betis aveva vissuto giorni cupi e disgraziati, eppure l’impressione che parlare oggi di definitiva maturazione o di svolta compiuta sarebbe non solo un eccesso, ma un errore. La cosa buona, per il Milan stesso, che il primo a saperlo — e ad ammetterlo — Gattuso. Dopo il successo sul Genoa che ha consentito al Diavolo di tornare a rivedere le stelle (s, lo slogan dell’Inter, ok) il tecnico rossonero ha scelto di non nascondersi dietro al nudo risultato di una partita pi complessa: Godiamoci i tre punti e la classifica sistemata, ora per serve migliorare gioco e concetto di squadra.

Disamina lucida, matura, all’altezza di un allenatore che avr ancora molta pastasciutta da mangiare, come da sua stessa ammissione, ma che in troppi continuano a sottovalutare. E il fatto che oggi il suo Milan si trovi al quarto posto, cio esattamente in linea con le richieste padronali, ne la dimostrazione. Era stato chiaro, Rino. Che nella famosa conferenza stampa dei 23 cani rabbiosi l’aveva detto chiaro: Ora non m’interessa che giochiamo bene, voglio i punti. L’hanno ascoltato: tanto con la Samp quanto col Genoa, i suoi hanno mostrato pi rabbia, pi determinazione, pi cinismo. Servivano i punti: eccoli. Non importava come, non importava chi: nella serata senza magie di Higuain e Cutrone l’ha decisa Romagnoli, lo stopper. da questi dettagli che si distinguono le grandi squadre.

Detto questo chiaro come la vittoria al 92’ di mercoled non possa bastare a scacciare i fantasmi. Alcune criticit evidenti restano, prima fra tutte la fragilit difensiva: c’era ancora il Duce (1932) l’ultima volta che i rossoneri avevano preso gol in tutte le prime 10 gare di A. L’aspetto positivo che erano 13 anni che non ne segnavano tanti, 20, sulla met dei quali c’ il marchio di Suso: 4 reti, 6 assist. Oggi l’insostituibile lui. La clausola di 40 milioni non si riattiver a gennaio ma in estate s: occhio al Real Madrid.

Domenica a Udine ci sar, a differenza di Biglia che star fuori un mese per il riacutizzarsi di un problema al polpaccio. Assenza serissima in un reparto dove il Diavolo gi a corto di soluzioni, anche se l’emergenza infortuni ben pi ampia: oltre ai noti Conti, Strinic e Caldara sono a mezzo servizio anche Kessie, Calhanoglu, Abate, Bonaventura e Calabria. Una serie di guai che inevitabilmente complica i piani di una settimana cruciale — gioved a Siviglia il Betis in Europa League e domenica 11 la Juve a San Siro — e che suggerisce una riflessione: perch non reintegrare Montolivo, oggi ai margini? Perch pagarlo per nulla?

1 novembre 2018 (modifica il 1 novembre 2018 | 22:21)

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