«Il Mef prende ordini dalla Lega» –


«La manina è quella dei tecnici del Mef, sempre loro,
ma è stata retta dalla Lega». Quando ormai il caso
è deflagrato e Luigi Di Maio è andato a Porta a Porta
a sventolare l’articolo nove della manovra che non gli ritorna
e «che non voterà» gli animal spirits del M5S si
scatenano. E allora da Palazzo Chigi, sponda grillina, arrivano
mezze accuse sussurrate, ma pesanti e dritte agli alleati di
governo. Gli uomini di Di Maio definiscono
«indigeribili» lo scudo fiscale, il rientro dei
capitali e la depenalizzazione di reati come il riciclaggio.
«Se devo votare questa porcata – si sfoga il vicepremier
pentastellato prima di andare nel salotto di Vespa per lo show down
– allora andiamo a casa».

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Giovedì 18 Ottobre 2018, 07:00
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