Il guardiano Ue: «I nostri dati sono un business da proteggere con cura»


Giovanni Buttarelli dal 2014 il Garante europeo della protezione dei dati. In questi giorni (da oggi al 26 ottobre) in veste di ospite sovrintende la celebrazione della quarantesima conferenza mondiale delle autorit di protezione della privacy che si svolge a Bruxelles.

La civilt attuale meno gelosa di un tempo dei propri dati personali?
S, diventato di moda condividere la propria vita sul web, dalle star di Hollywood alle persone comuni. Il futuro sar sempre pi caratterizzato dal cosiddetto Internet delle Cose, ovvero da una crescente interazione tra l’uomo e i dispositivi interconnessi. Anche per questo, la protezione dei dati giocher un ruolo sempre pi fondamentale. Gli oggetti dialogheranno tra loro, magari a nostra insaputa. importante, quindi, che ci siano certezze sul corretto utilizzo dei dati. La conferenza mondiale dei regolatori punta a consolidare un dibattito globale tra esperti in settori dell’Antitrust, della tutela dei consumatori, della trasparenza, delle comunicazioni elettroniche, dell’industria per trovare principi comuni condivisibili.

Quali sono le urgenze su cui intervenire?
Cambridge Analytica, ma non solo, ha dimostrato che possibile alterare le regole democratiche. La prossima sfida si gioca con le elezioni europee del 2019: non possiamo permettere che i processi di formazione dell’opinione pubblica siano influenzati da scippi tecnologici di questo tipo. La mia istituzione ha pubblicato un parere sull’utilizzo improprio dei dati e sul rischio derivante dalle fake news.

Cosa cambia con il nuovo regolamento generale sulla protezione dei dati entrato in vigore a maggio?
Il nuovo regolamento rappresenta una pietra miliare nella storia della protezione dei dati e, insieme alla direttiva in materia per le autorit di polizia e di giustizia penale, rappresenter lo standard per l’elaborazione dei dati personali per molti anni a venire. Attraverso il regolamento l’Unione Europea ha aperto una nuova strada alla salvaguardia dei diritti fondamentali nell’era digitale, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo tecnologico, rafforzando la tutela della privacy dei cittadini.

E per le aziende come funziona?
Le imprese dovranno porre in pratica una nuova policy per rendere concreti i principi di privacy by default e privacy by design in fase di progettazione, notificando prontamente eventuali violazioni dei dati per garantire la massima trasparenza e correttezza nei confronti dei cittadini.

La gestione dei dati ha riflessi diretti sui cicli economici e sui cicli elettorali. Resta possibile conciliare interessi di tale portata con la tutela della privacy?
Deve essere possibile, visto che abbiamo a disposizione tutti gli strumenti per poter contrastare abusi e conflitti. Per questo, importante diffondere una maggiore consapevolezza su quanto sia fondamentale proteggere la privacy sia dei privati, sia delle istituzioni, sia delle imprese. Dopo il caso Cambridge Analytica abbiamo avuto la certezza che certe pratiche online possono rappresentare un rischio per la salute delle nostre democrazie.

22 ottobre 2018 (modifica il 22 ottobre 2018 | 18:12)

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