Il derby non abbatte il Torino. Mazzarri punta l’Europa e difende Zaza: «Generoso»


Non è l’ora più buia, anche se hai appena perso un derby. Anche se sai che fino al rigore della Juventus, l’ago delle azioni pendeva dalla parte del Toro. Non è l’ora più buia, ma la citazione che chiude uno degli ultimi film sulla vita di Winston Churchill piace anche a Walter Mazzarri: «Il successo non è mai definitivo, il fallimento non è mai fatale. È il coraggio di continuare che conta». Accarezzata la possibilità di chiudere imbattuto il derby, ora il Toro deve ripartire subito: lo attendono due sfide fondamentali per l’EuroZona, le trasferte contro Sassuolo e Lazio, intramezzate dalla gara casalinga con l’Empoli. L’obiettivo è continuare sulla strada intrapresa. È un buon «punto» di vista: a tre giornate dalla fine del girone d’andata, la squadra ha un punto in meno rispetto a un campionato fa. Ma le distanze dall’EuroZona quest’anno sono assai diverse: 2 punti dal sesto posto, 4 dalla quarta posizione del Milan, che domani giocherà a Bologna. Classifica corta, granata in corsa. Un anno fa la zona Champions era lontana 13 punti.

Con Mazzarri la squadra ha trovato identità. Lo si è visto nel pareggio contro il Milan, così come nella sconfitta contro la Juventus. Entrambi i risultati stanno stretti ai granata. Il Toro riparte da qui, dalla voglia e dal bisogno di «cancellare» subito una sconfitta nel derby. Mazzarri è stato lucido anche nel segnalare gli episodi contestati: gli interventi di Blaise Matuidi su Andrea Belotti e di Alex Sandro su Simone Zaza. Un adeguato utilizzo della Var avrebbe impedito di sorvolare. Educate (pure troppo) le proteste del Gallo, come raccontava il capitano ai suoi compagni, nello spogliatoio, a fine gara. Momento difficile, che Mazzarri ha affrontato complimentandosi con i giocatori: «Siamo stati puniti da un episodio, raccogliamo meno di quanto meritiamo, ma la strada è quella giusta».

Equilibrio, parola d’ordine anche nella parole di Urbano Cairo. Sintetico il giudizio del presidente granata a fine gara: «Quando si perde non sono contento, ma abbiamo fatto una buona partita. Decisa da un gollonzo». Ma non si cerca un capro espiatorio, Simone Zaza è già abbastanza abbattuto per quel retropassaggio che ha visto nascere il rigore bianconero. Mazzarri lo difende: «Stava difendendo, io non criticherò mai un mio giocatore per un eccesso di generosità».

La panchina magari logora, cosi non sempre restando seduti si trova in giusto equilibrio. Per esempio: a Roberto Soriano dopo aver visto il derby in «panca» è scappato un bel «mi piace» su un post di CR7 che esaltava la vittoria bianconera e il gol numero 5000 della Juve. Poi Soriano ha cancellato il like al post di Ronaldo, spiegato l’errore e chiesto scusa, ma ormai le critiche dei tifosi granata erano già diventate virali. Anche perché il giocatore si è dimenticato di far sparire il like da un altro post di Dybala. Soriano gioca poco, clicca troppo, anche per sbaglio. Era passata da un po’ la mezzanotte, l’ora più buia nella notte del derby.

16 dicembre 2018 (modifica il 16 dicembre 2018 | 22:12)

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