Il danno nascosto dei negozi chiusi alla domenica


Il governo gialloverde sta capendo (molto lentamente) che non tutto il passato da buttare e che soprattutto, se davvero si vuole crescere, si deve agevolare l’azione delle imprese. O perlomeno non danneggiarle. Qui e l si vede qualche cambiamento, come sullo sblocca cantieri. Approvato, per, salvo intese, che significa in pratica un nulla di fatto. Quello che si potrebbe fare a costo zero, modificare orientamenti e indicazioni su possibili scelte che hanno gi ostacolato lo sviluppo. Una per tutte la vicenda della chiusura domenicale dei negozi. Non appaia una questione marginale. Ci sono in ballo mancati incassi e intere filiere aziendali. urgente che il governo ci ripensi.

Le conseguenze negative

Erroneamente si crede che si tratti di qualche esercizio nei centri commerciali. Non solo ci si sbaglia, ma si dimostra una scarsa conoscenza del settore. Ridurre le attivit di punti dove i consumatori sono abituati a ritrovarsi non mette in discussione solo chi lavora in quei negozi, ma anche le aziende che ci sono alle loro spalle. Imprese tarate per lavorare 7 giorni su 7. Costringerle a chiudere a un giorno settimanale e magari anche un altro pomeriggio, avr come effetto il ridimensionamento di tutta la catena logistica, solo per fare un esempio. Per non parlare della produzione a monte. Rita Querz in un articolo sul Corriere della Sera ha gi delineato, secondo uno studio di Bain & Company, le conseguenze nefaste di una marcia indietro sulle liberalizzazioni. Se la revisione della legge fosse blanda si perderebbero 100 mila posti di lavoro, con una pi rigida di arriverebbe a 150 mila. Sul fronte dei ricavi la perdita sarebbe tra i 4 e i 7 miliardi. Come si possa pensare in una situazione di frenata dell’economia di non cambiare al pi presto rotta incomprensibile. Come incomprensibile lasciare nel limbo un settore importante come il commercio, mentre famiglie e investitori operano nell’incertezza della mancata crescita.


http://xml2.corriereobjects.it/rss/economia.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *